Si assottiglia il feeling fra il sindaco di Rosolini ed il deputato Gennuso
Non ci sarebbe più feeling tra il sindaco di Rosolini, Corrado Calvo ed il deputato all'Ars, Pippo Gennuso. Secondo quanto si apprende, i due si parlerebbero sempre di meno e le opinioni di vedute sull'amministrazione della città, sarebbero diametralmente opposte. Non si spiegherebbe la nota diffusa questa mattina dal parlamentare, che parla di pacificazione politica, ma soprattutto di essere disponibile ad avviare un dialogo con le forze politiche di opposizione. Troppe le lamentele in paese e questo Gennuso non lo digerisce affatto.
“Rosolini ha bisogno di pacificazione politica per evitare una crisi sociale che andrebbe così ad aggiungersi a quella economica. Bisogna mettere da parte asti e dissapori e lavorare tutti insieme per il bene comune”. Ad affermarlo è il deputato rosolinese all’Ars, on. Pippo Gennuso, che da padre nobile della politica siracusana, invita tutti ad abbassare i toni e di lavorare per migliorare la vivibilità e le questioni non risolte di Rosolini. “Basta – dice Gennuso – con i piccoli interessi di bottega e le ripicche personali fra consiglieri ed esponenti politici vari. I cittadini hanno scelto democraticamente i loro consiglieri non per disertare i lavori dell’Aula, ma per essere rappresentati. Bisogna avere il senso della misura su tutti i fronti – prosegue Gennuso – Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità sia chi amministra e chi fa opposizione. Bloccare il Bilancio di previsione – dice ancora il deputato – significa non fare ripartire i servizi per la città e non è minimamente pensabile che possano essere i cittadini a pagarne le conseguenze. Sono disponibile ad aprire un dialogo con le forze di opposizione e lo farò già dalla prossima settimana”. Gennuso fa anche delle puntualizzazioni: “ Il nostro gruppo per grande senso di responsabilità ha sostenuto questa amministrazione per evitare di restare prigionieri di un commissario regionale, ma anche con l’obbiettivo di lavorare per la città e di stare al fianco delle fasce più deboli che non capiranno mai perché i consiglieri da loro eletti non fanno il proprio dovere. Le battaglie, sbagliate o giuste che siano, si fanno nelle sedi deputate e non nei bar o nelle piazze”.















