Otto candidati premier nel M5s, Di Maio unico big
Sono otto i candidati a Presidente del Consiglio in casa M5S. I nomi sono stati pubblicati sul blog di Beppe Grillo nel tardo pomeriggio, dopo che, oggi alle dodici, e' scaduto il termine per la presentazione delle proposte. Il nome piu' noto e' quello di Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera, ed unico 'big' in corsa. Ma nella sfida c'e' anche la senatrice Elena Fattori, che precisa: "e' la mia messa a disposizione del Movimento, anche se ho immensa stima" di Luigi Di Maio. "Per candidarsi - prosegue Fattori - ci vuole sempre coraggio, cuore, passione, grande impegno. Io ho voluto metterci la faccia, come hanno fatto Luigi Di Maio e gli altri. Chi e' nel Movimento 5 Stelle non usa queste votazioni per 'pesarsi' e organizzarsi in correnti interne, come fanno gli altri partiti. Semplicemente chi se l'e' sentita lo ha fatto".
Gli altri sei a scendere in campo sono volti meno noti alla politica, ma impegnati nel Movimento 5 Stelle, anche se con esperienze diverse: Vincenzo Cicchetti, candidato sindaco di Riccione; Andrea Davide Frallicciardi, perito elettronico, ex consigliere comunale di Figline Valdarno, in provincia di Firenze; Domenico Ispirato, ex consigliere circoscrizionale a Verona; Gianmarco Novi, consigliere comunale a Monza; Nadia Piseddu, candidata a sindaco di Vignola; Marco Zordan, 43 anni, artigiano di Arzignano, di cui non e' riportata l'esperienza politica.
La lista e' provvisoria spiega il blog e sara' sottoposta alla valutazione delle rete cui spetta la decisione finale.
Per ore, oggi, l'unica certezza e' stata l'ufficializzazione della corsa a premier del vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, mentre si sono sfilati Alessandro Di Battista e Roberto Fico e, tranne Elena Fattori, non si e' proposto alcun deputato e alcun senatore. Un fatto che avrebbe indotto alcuni a pensare che l'assenza in gara di molti volti noti considerati 'ortodossi' sia dettata dalla linea di non voler legittimare una scelta che verrebbe considerata calata dall'alto. Ma c'e' anche chi, all'interno, ha minimizzato: meno mal di pancia di quanto si voglia far immaginare. Beppe Grillo e' arrivato a Roma, nella solita location dell'hotel Forum, da cui ha fatto finta di voler scappare dai giornalisti, calando lenzuola annodate dalla finestra della sua stanza. Il candidato premier sara' il capo politico del Movimento e Grillo restera' come garante. Una vera rivoluzione per M5S che, pur avendo creato qualche fibrillazione, Grillo avrebbe deciso di confermare. E di un nodo si tratta, se il deputato M5S Luigi Gallo, su facebook scrive: "auspico che prima della votazione si separi il ruolo di capo politico interno al M5S da quello di candidato premier, e' quello che tranquillizzerebbe tutta la comunita' del M5S. E' la cosa piu' sana. Se la votazione del candidato Presidente del Consiglio puo' dividere la comunita' del M5S nella scelta tra piu' alternative, il capo politico deve invece unire e condurre la comunita' del M5S a realizzare la rivoluzione culturale per questo Paese". Mentre, di contro, la M5S Roberta Lombardi, considera il doppio ruolo "naturale" e osserva: "lo prevede anche la legge".
Spieghera' le ragioni del suo sfilarsi a Rimini, Alessandro Di Battista, perche' da venerdi' li' si trasferira' il Movimento per la tre giorni a 5 Stelle, diventando, se la rete avra' gia' votato, il palco per il candidato premier prescelto.
L'attesa per le primarie M5S nella giornata e' stata punteggiata dal fuoco di fila delle critiche che sono arrivate dagli altri partiti: candidatura "costruita" e "addio al mito fondativo trasparenza - verita'" o, ancora, primarie "farsa" con una scelta "imposta alla nord-coreana", i j'accuse delle altre forze. In serata la replica del Movimento 5 Stelle che respinge le accuse al mittente: "i giornali volevano delle primarie fiction, noi gli abbiamo dato la realta'!".
"Le primarie del Pd servono a pesarsi e poi a riposizionarsi dentro al partito e nelle correnti. E' una fiction, ma contenti loro. Da noi questo non esiste, nessuno deve pesarsi, nessuno deve spartirsi quote di potere. Questa mentalita' non ci appartiene. Nel M5S e' tutto piu' semplice e democratico: esce un post su un blog, ci sono delle regole e tutti possono partecipare. Niente schede bianche, niente stand elettorali pagati coi soldi dei contribuenti, tutto a costo zero e il candidato, infine, e' espressione diretta dei cittadini. Ecco, molti dei giornali di regime a quanto pare volevano delle primarie fiction come delle quelle del Pd o di altri partiti, noi, per l'ennesima volta, gli abbiamo dato la realta'. Avanti tutta, gia' si sentono tremare la terra sotto i piedi", si legge in un post su facebook.
















