Povertà, terza notte in strada a Palermo per Biagio Conte
Terza notte sotto i portici delle Poste centrali di Palermo, quarto giorno di digiuno per Biagio Conte, l'angelo del poveri, per i quali nei primi anni novanta, allora un giovanissimo che decise di lasciare agi e impresa di famiglia, con il suo saio verde e i suoi occhi azzurri, ha costruito la cittadella della solidarieta'. La Missione speranza e carita'. Un miracolo d'amore e al contempo un progetto solido che ha dato casa, motivazione e orizzonte a chi aveva perso tutto. Ora e' in strada a sfidare il freddo contro l'indifferenza, scosso dalla recente morte di un clochard, a poche settimane da un'altra, ha voluto iniziare la sua battaglia, da senzatetto per i senza-tetto, per gli "uomini-senza" con l'invito rivolto a tutti di scuotersi. Ieri dei ragazzi della vicina scuola sono scesi a cantare per questo missionario laico, in segno di condivisione. Una lenta ma continua processione di cittadini, fratelli accolti, autorita', giornalisti, sacerdoti, si inginocchia davanti a questo altare di poverta'. Sul posto anche il sindaco Leoluca Orlando impegnato a realizzare un articolato piano di interventi che va dall'assistenza a centri diurni e dormitori.
Un continua via vai, un processione silenziosa e commossa per sgranare insieme a Biagio il doloroso rosario degli 'uomini-senza', lui insieme a loro, tornato dove ha cominciato 27 anni fa. "Sei anni fa - ricorda un volontario - Biagio fu nominato cittadino europeo dell'anno dal Parlamento europeo, a Bruxelles. Sono passati sei anni, lui non e' piu' sulla sedia a rotelle, Francis Sabum Ayim ha avviato l'associazione Cucire, io ho i capelli piu' bianchi, ma la societa' ancora non ha compreso il suo messaggio. E lui e' ancora sotto i portici come nel 1992. "L'umanita' - ha scritto nella notte lo stesso Biagio - deve essere solidale verso chi e' privo di beni essenziali e muore di fame, verso chi, profugo, cerca un rifugio, per se' e per i suoi bambini che saranno gli uomini e le donne del futuro. E' nostro dovere ascoltare il grido di chi e' rimasto senza occupazione e vede pericolosamente minacciato il proprio domani, la perdita della casa, della propria famiglia e della sua dignita'"















