Palermo, Lorefice si china su Biagio Conte: "Basta ingiustizie"
Affettuoso abbraccio dell'arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice a Biagio Conte, il missionario laico che ha passato la quinta notte al freddo, sotto i portici delle Poste centrali di via Roma, per sollecitare l'attenzione sui poveri e sui senzatetto, dopo la morte, l'ultima recentissima, di alcuni clochard in citta'. Don Corrado si e' chinato sull'uomo, da oltre 25 anni straordinario animatore di una cittadella della solidarieta' che ha accolto migliaia di persone in difficolta', la Missione di speranza e carita'; poi, con in mano la piccola teca con l'ostia consacrata, gli ha dato la Comunione.
Sul sito dell'arcidiocesi viene dato risalto al nuovo "accorato appello agli uomini delle istituzioni e ai cittadini, da parte del missionario laico Biagio Conte, fondatore della Missione Speranza e carita' dove accoglie migliaia di senzatetto nelle strutture di via Archirafi e via Decollati, il quale da mercoledi' notte dorme sotto i portici della posta centrale di via Roma a Palermo". Biagio Conte, ricorda, "ha scritto una lettera alla citta' con la quale invita a non essere distaccati verso i bisogni degli ultimi perche' l'indifferenza puo' uccidere". I senzatetto, morti negli ultimi mesi in un angolo di strada fino al caso di Amor il pomeriggio di Capodanno, "sono la prova - scrive la Diocesi - che qualcosa non va, che le ingiustizie sociali stanno relegando ai margini uomini soli, famiglie con figli, anziani, nell'indifferenza generale. E lui, fratel Biagio Conte, l'uomo che dai primi anni Novanta raccoglie dalla strada chi non ha piu' nulla, ha deciso di farsi come loro. Cosi', ha preso un paio di coperte, la Bibbia, il breviario, ha raccolto per strada un bel cartone robusto e ha sistemato il suo giaciglio di protesta sotto i portici delle Poste centrali di via Roma. Proprio dove qualche anno fa emise l'ultimo respiro Vincenzo, un senza dimora che la Missione Speranza e Carita' ha assistito e accompagnato verso la morte, facendogli sentire l'affetto e l'attenzione che per una vita gli erano stati negati".















