Processo Stato-mafia a Palermo, il 16 aprile in Camera di consiglio
Il presidente della Corte d'assise Alfredo Montalto, a conclusione delle arringhe dei difensori degli imputati, ha rinviato l'udienza al 16 aprile nell'aula bunker del Pagliarelli: in programma eventuali repliche dei pm e controrepliche delle difese e le dichiarazioni spontanee di Nicola Mancino. Poi la Corte d'assise si ritirera' in camera di consiglio.
Imputati i boss mafiosi (Toto' Riina e' morto a novembre) Leoluca Bagarella, Giovanni Brusca, Antonino Cina, gli ex alti ufficiali del Ros Mario Mori, Antonio Subranni e Giuseppe De Donno; Massimo Ciancimino, l'ex senatore di FI Marcello Dell'Utri e l'ex ministro Nicola Mancino. Quest'ultimo deve rispondere del reato di falsa testimonianza, Ciancimino di concorso esterno in associazione mafiosa e calunnia nei confronti dell'ex capo della polizia Gianni De Gennaro. Tutti gli altri sono accusati di violenza a Corpo politico, amministrativo o giudiziario dello Stato.
Un processo imponente: iniziato il 27 maggio 2013, oltre 200 le udienze, centinaia i testi ascoltati, anche eccellenti. Il 26 gennaio scorso dopo otto udienze di requisitoria i pubblici ministeri i pm Roberto Tartaglia, Vittorio Teresi e i sostituti della Procura nazionale antimafia, Nino Di Matteo Francesco Del Bene hanno formulato le richieste di condanna per gli imputati: boss mafiosi, politici e carabinieri accusati di avere intavolato un dialogo tra cosa nostra e le istituzioni. Una trattativa finalizzata a far cessare gli attentati e le stragi, avviati nel 1992 e proseguite nel '93, per indurre lo Stato a piegarsi alle richieste provenienti da cosa nostra.
L'accusa ha chiesto: 15 anni di reclusione per il generale Mario Mori, 12 anni per il generale Antonio Subranni e il colonnello Giuseppe De Donno. Dodici anni anche per Marcello Dell'Utri. Proposti 6 anni di carcere per il senatore Nicola Mancino (accusato di falsa testimonianza). La pena piu' alta - 16 anni - e' stata chiesta per il boss mafioso Leoluca Bagarella, mentre 12 anni sono stati chiesti per il boss Antonino Cina'. Non doversi procedere per il boss Giovanni Brusca; condanna a 5 anni per Massimo Ciancimino per l'accusa di calunnia e il non doversi procedere per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa, perche' prescritto.


















