Attacco chimico in Siria, Usa non escludono un raid
Si alzano i toni sulla Siria dopo le accuse americane al regime siriano per un presunto attacco chimico contro Duma, ultima roccaforte dei ribelli nella Ghouta orientale. In un tweet, il presidente Donald Trump ha denunciato "l'insensato attacco chimico", puntando il dito anche contro la Russia e l'Iran per il loro sostegno al presidente siriano Bashar al-Assad: "Pagheranno un caro prezzo", ha promesso. E dalla Casa Bianca, il consigliere per la sicurezza nazionale Tom Bossert, intervistato dalla Abc News su un altro possibile raid missilistico Usa contro la Siria, ha risposto che "tutte le opzioni sono sul tavolo".
Toni che non sono piaciuti a Mosca: il ministero degli Esteri russo ha avvertito Washington che "un intervento militare in Siria per dei pretesti inventati sarebbe inaccettabile e potrebbe portare a conseguenze piu' gravi". Il ministero della Difesa russo aveva gia' negato qualsiasi responsabilita' di Mosca o Damasco nel presunto attacco con gas cloro, definendole una "montatura". Linea dura sposata anche dall'Iran che, in un comunicato del ministero degli Esteri, ha sostenuto come "simile accuse da parte degli americani e certi Paesi occidentali segnalano una nuova cospirazione contro il governo siriano e il suo popolo, e un pretesto per un'azione militare".
Intanto, e' intervenuta anche la Francia: il ministro degli esteri Jean-Yves Le Drian, ha condannato "l'uso di armi chimiche", ricordando che si tratta di "un crimine di guerra". Parigi "fara' il suo dovere", ha aggiunto, annunciando di aver chiesto per lunedi' una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza Onu per esaminare la situazione nella Ghouta orientale.
Condanne sono arrivate anche dal segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, che si e' detto "particolarmente allarmato", e da Papa Francesco che, al termine della messa in piazza San Pietro, ha fatto riferimento alle "notizie terribili" che giungono dalla Siria attaccando in modo diretto "l'uso di armi chimiche". "Non c'e' una guerra buona e una guerra cattiva - ha sottolineato il pontefice - e niente puo' giustificare l'uso di tali strumenti di sterminio contro persone e popolazioni inermi". Londra ha chiesto un'indagine su queste notizie "profondamente inquietanti" mentre Ankara ha fatto sapere di aver un "forte sospetto" sulla responsabilita' di Damasco nell'attacco chimico. Il ministro degli Esteri Angelino Alfano ha espresso "sdegno", "allarme e sconcerto" e ha esortato a fare chiarezza sul "possibile uso di agenti chimici contro i numerosi civili innocenti che sono rimasti coinvolti".
Mentre la comunita' internazionale discute, a Duma si contano le vittime. I 'Caschi Bianchi', insieme alla Societa' medica americano-siriana, ha riferito che oltre 500 persone sono state portate in centri medici "con sintomi indicativi di un'esposizione a un agente chimico". In sei sono morti durante il ricovero, mentre i soccorritori hanno trovato altri 42 cadaveri nelle abitazioni con sintomi simili.
Le forze governative siriane hanno ripreso venerdi' a bombardare Duma, ultima roccaforte dei ribelli nella Ghouta orientale, ormai riconquistata al 95% dalle truppe di Assad. In due giorni, quasi 100 persone sono morte sotto il fuoco di Damasco, ha riferito l'Osservatorio siriano per i diritti umani. Oggi, l'agenzia di stampa di Stato Sana ha annunciato che il regime siriano ha raggiunto un'intesa per l'evacuazione dei ribelli: in base all'accordo, entro 48 ore i miliziani di Jaish al-Islam, il gruppo ribelle che controlla Duma, lasceranno la citta' diretti a Jarablus, nel nord della Siria. In cambio, libereranno i militari siriani fatti prigionieri.















