Palermo, ergastolo all'ex benzinaio che diede fuoco a un clochard
Il Gup del tribunale di Palermo Maria Cristina Sala ha condannato all'ergastolo Giuseppe Pecoraro, riconosciuto colpevole dell'omicidio del clochard Marcello Cimino, ucciso a Palermo l'11 marzo dell'anno scorso. Pecoraro diede fuoco a Cimino nell'atrio della chiesa Santa Maria della Pace, il convento dei Cappuccini che sorge accanto all'omonimo cimitero del capoluogo siciliano. Il giudice, nonostante il rito abbreviato, che prevede uno sconto di pena, ha riconosciuto tutte le aggravanti che erano state contestate all'imputato e lo ha condannato alla massima pena, escludendo soltanto l'isolamento diurno in carcere. L'ex benzinaio, che avrebbe ucciso per gelosia, dovra' anche risarcire le parti civili con una serie di provvisionali da 50 mila euro ciascuno per la moglie e le due figlie e da 10 mila ciascuno per i fratelli della vittima. Si tratta di un delitto orribile, commesso con premeditazione, perche' l'assassino, che e' reo confesso, entro' di notte nell'atrio in cui Cimino dormiva per terra e gli getto' addosso liquido infiammabile, dando poi fuoco a tutto e trattenendo il clochard col proprio corpo, per evitare che potesse sfuggire alla morte. Proprio le ustioni riportate da Pecoraro in questo modo, furono tra gli indizi che consentirono alla polizia di risalire al colpevole nel giro di poche ore.


















