Palermo, in corteo da via D'Amelio: tutti in coro "Giovanni e Paolo"
Partito, intorno alle 15.45, da via D'Amelio, dove il 19 luglio del 1992 sono stati uccisi Paolo Borsellino e gli agenti della scorta, il corteo che si ricongiungera' davanti all'Albero Falcone, in via Notarbartolo, con quello in marcia dall'aula bunker dell'Ucciardone. In testa al serpentone lo striscione "Insieme per non dimenticare" e, subito dietro, centinaia di studenti, scout, cittadini, circondati da palloncini con i colori del tricolore, bandiere di Libera, magliette e decine di triscioni variopinti realizzati dagli studenti delle scuole. Al grido di "Fuori la mafia dallo Stato" e "Giovanni e Paolo", il corteo e' partito preceduto anche dalla Bibliolapa del Centro studi Paolo Borsellino. Rita, la sorella del giudice, stavolta ha assistito alla partenza dal balcone della casa in via D'Amelio.
Il corteo ha raggiunto poco prima delle 17 l'Albero Falcone, in via Notarbartolo, congiungendosi all'altro corteo proveniente dall'Aula bunker del carcere Ucciardone. Il serpentone, durante il tragitto, ha fatto piu' volte sosta nei luoghi segnati dagli omicidi per mano mafiosa, rendendo omaggio con un lungo applauso alle vittime divenute ormai un simbolo della lotta a Cosa nostra: tra loro l'ex capo della Mobile di Palermo Boris Giuliano, l'imprenditore che per primo denuncio' il pizzo, Libero Grassi, e il magistrato Rocco Chinnici.
















