Concorso in truffa, rimesso in libertà l'ex sindaco di Priolo
Il tribunale della libertà di Catania, quinta sezione, presieduto da Sebastiano Mignemi, ha disposto la remissione in libertà dell'ex sindaco di Priolo, Antonello Rizza. Il giudice ha però imposto all'ex primo cittadino il divieto di dimora nel Comune di Priolo. E' stata così accolta l'istanza presentata dai legali di Rizza, Domenico Mignosa e Tommaso Tamburino. Il pubblico ministero che ha coordinato l'inchiesta, si era opposto alla remissione in libertà dell'ex primo cittadino.
Il Riesame gli ha imposto il divieto di dimora perchè "potrebbe ancora sfruttare la vasta rete di correi, amici e conoscenti, operanti all'interno e all'esterno dell'amministrazione locale, per consumare reati identici o analoghi a quelli in contestazione ritenuto allo stesso tempo che la cessazione dello svolgimento delle funzioni proprie della carica di sindaco del comune di Priolo Gargallo, certamente idonea a fa scemare il rischio di reiterazione di reati della stessa indole di quelli contestati a Rizza (concorso in turbata libertà degli incanti, concorso in turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, concorso in truffa aggravata, concorso in tentata concussione), ovviamente e chiaramente connessi all'espletamento del mandato di primo cittadino, non è però tale da eliminare del tutto la relativa esigenza cautelare.
Antonello Rizza era finito nelle maglie della giustizia nell'ottobre del 2017 nell'ambito del blitz "Res Pubblica".
Tra le persone rinviate a giudizio anche i funzionari del Comune Salvatore Cirnigliaro e Flora La Iacona, gli imprenditori Francesco e Andrea Artale, Desirée Giuliano, gli ex assessori Giuseppe Pinnisi ed Eugenio Maione, la dirigente dell’Ufficio personale Rita Fangano, l’imprenditore Sebastiano Carpinteri, i componenti della commissione di valutazione Loredana Martines, Maurizio Vincenzi, Salvatore Ullo, Giuseppina Garofalo, Enzo Lonero e la dipendente dell’ufficio protocollo Nicoletta Giambra.
Michael Mulè, rappresentante legale di un’associazione, aveva chiesto ed ottenuto il rito abbreviato ed ha riportato una condanna a 4 mesi.















