Immigrazione clandestina, due trapanesi arrestati in Francia
Con l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, due trapanesi, Renato Barbera e Massimo Carpinteri, nei mesi scorsi, sono stati arrestati dalla polizia francese. Avrebbero organizzato un transfer, via mare, prendendo in affitto un'imbarcazione, dal Nord della Francia con l'Inghilterra, simulando un'attività di trasporto per turisti. Secondo la gendarmeria francese, ad essere trasportati sull'imbarcazione erano immigrati clandestini. La notizia, pubblicata su alcuni siti, è confermata dalla Questura di Trapani, che, nei mesi scorsi, ha ricevuto comunicazione dalle autorità francesi. La polizia italiana, tuttavia, non possiede alcuna ulteriore informazione. Sul suo profilo Facebook Renato Barbera ha pubblicato post fino allo scorso 14 giugno.A Trapani, i conoscenti di Renato Barbera (arrestato in Francia assieme ad un altro trapanese) lo ricordano come un personaggio che ha sempre amato mettersi in vista: fino a pochi mesi addietro è stato visto girare per le strade della città alla guida di un grosso fuoristrada "Hummer". Barbera non ha un vero e proprio lavoro: negli anni passati ha fondato un poligono di tiro - Asd Casal Monaco - nelle campagne trapanesi, a Fulgatore, all'interno di una cava dismessa. Saltuariamente, come bodyguard forniva servizi di sicurezza in occasione di concerti musicali, anche nel palermitano. Qualche anno addietro ebbe assegnato un gommone di 13 metri, confiscato alla criminalità organizzata, che ha usato per alcuni mesi. Sul natante c'era impresso il logo della Croce rossa italiana. Sul suo profilo Facebook si legge che è caporale autista della Croce rossa militare oltre che vigile del fuoco discontinuo. Negli anni Novanta, ricorda un suo compagno di squadra, l'italoargentino Pablo Nieto, giocava nella squadra di football americano "Kaimani" di Erice. "Era un grande appassionato di football americano e, all'epoca era un giocatore di punta", ricorda Nieto, il quale dice di non avere sue notizie da oltre un anno. Secondo notizie, che non trovano al momento conferme ufficiali, pare che i due trapanesi siano anche coinvolti nell'ambito di un'indagine più complessa, e questo spiegherebbe la lunga detenzione preventiva.
















