"Fedeli d'Amore" andrà in scena dopodomani al Comunale di Noto
Già presenti a Noto la scorsa stagione con l'attività di laboratorio teatrale riservata agli studenti, tornano al "Tina di Lorenzo" Marco Martinelli e Ermanna Montanari (Teatro delle Albe), con il lavoro Fedeli d'Amore, polittico in sette quadri per Dante Alighieri, inserito nel cartellone Non solo Classic
A parlarci, nei singoli quadri, sono voci diverse: la nebbia di una notte ravennate del 1321, il demone della fossa, un asino in croce, il diavolo del rabbuffo, l’Italia che scalcia se stessa, Antonia figlia di Dante Alighieri, e una fine che non è una fine. Queste voci ci parlano del profugo, del poeta fuggito dalla sua città che lo ha condannato al rogo, e ora è sul letto di morte in esilio, a Ravenna, in preda a febbre malarica. La nebbia per prima si infila nelle fessure delle finestre e entra in quella cameretta, e ce lo descrive così, con la mente annebbiata e delirante, sulla soglia del passaggio estremo. Quella povera carne si spegne, e nel suo estinguersi è aggredita da visioni e lampi dal passato, fino a ritrovare l’antica amicizia con i fedeli d’Amore, fino alla visione del Dante bambino. Voce e scrittura disegnano l’opposizione allo stato delle cose che governa il mondo ancora oggi, così come lo governava nel tardo Medioevo. Amore è ciò che ci fa ribelli, è la forza che libera l’umanità dalla violenza, che salva “l’aiuola che ci fa tanto feroci”.Le voci di questo “polittico” sono un’unica voce che ne sa contenere innumerevoli, quella di Ermanna Montanari: aria, fuoco, suono, materia.
Fedeli d'Amore andrà in scena il 20 febbraio alle 20,45 al Teatro comunale.


















