Borsa e investimenti: attenzione a Wall Street, materie prime e crypto asset
Gli analisti finanziari si aspettano per le borse internazionali una conclusione di trimestre abbastanza movimentato: alcuni addetti ai lavori, infatti, non escludono la possibilità che all'intenso bear market rally degli ultimi mesi, capace di trascinare le quotazioni delle principali asset class a distanza di sicurezza dai bottom di periodo, faccia seguito nel nuovo anno un ulteriore strappo rialzista. Proprio in riferimento a questa eventualità gli esperti di investimentifinanziari.net, portale di formazione e divulgativo nel campo degli investimenti online, propongono un'interessante riflessione, analizzando gli eventi che hanno scandito la seduta borsistica finale di Novembre.
Durante una fase di contrattazione abbastanza anonima gli indici statunitensi -e di riflesso gli omologhi internazionali- da negativi hanno concluso la sessione con vigorosi rialzi, in seguito alle dichiarazioni in cui Jerome Powell ha confermato nei mesi a venire un rallentamento della stretta monetaria in corso, pur proseguendo sulla strada dell'incremento dei tassi. Questa circostanza, come appreso sul sito Investimentifinanziari.net, rappresenterebbe verosimilmente un benchmark di ciò che potrebbe accadere nel 2023, con un cambio di guidance delle Banche Centrali.
Inflazione e Banche Centrali: prospettive delle asset class
Naturalmente, il focus degli analisti è incentrato soprattutto su Wall Street, considerata all'unanimità il faro delle piazze finanziarie internazionali. Dopo la recente fase rialzista, caratterizzata da un leggero ritardo rispetto agli indici europei, si cerca di capire se i panieri Usa torneranno ad interpretare il ruolo di trascinatore: molto dipenderà ovviamente dai risultati delle società quotate rilasciati nelle prossime reporting season; fino ad oggi infatti i colpi di una congiuntura non proprio favorevole sono stati assorbiti senza grandi traumi, ma il lancio di alcuni warning in merito alla capacità occupazionale di diverse aziende lascia intravedere qualche crepa.
Il tema dominante nel dibattito fra addetti ai lavori rimane comunque l'inflazione: se è innegabile che negli stati Uniti il fenomeno è riconducibile in prevalenza ad un surriscaldamento dell'economia, è altrettanto vero che i prezzi delle materie prime influenzano direttamente o indirettamente la dinamica dell'indice dei prezzi al consumo e dell'indice dei prezzi alla produzione. È per questo motivo che gli esperti monitorano da vicino l'andamento delle commodity: come molti sapranno, le loro quotazioni, oltre a fornire indicazioni sullo stato di salute dell'economia, potrebbero anticipare, in caso di drop down, una variazione delle politiche monetarie implementate dalle Banche Centrali.
Un altro argomento caldo in questa parte conclusiva dell'anno è rappresentato dalle criptovalute e dalle prospettive dell'intero ecosistema digitale nel futuro prossimo. È ben noto come il settore stia attraversando una crisi di fiducia senza precedenti nella sua pur breve storia; ed è proprio sulla scorta di tale riflessione che gli investitori cercano di capire se i recenti accadimenti possano rappresentare la pietra tombale su una tecnologia che è riuscita ad esprimere solo in parte le sue potenzialità oppure un punto di svolta, da cui ripartire con nuove regole ben chiare.
Strategie di breve termine sui temi di maggior interesse
Ad ogni modo per non lasciarsi sfuggire nessuna opportunità sui temi di investimento appena introdotti, è possibile attuare una strategia di breve termine, fino a quando non ci sarà maggior visibilità sul quadro macroeconomico globale e sui dati delle società quotate. Un approccio di questo permette infatti di sfruttare sia le fasi di risk on sia le fasi di risk off senza rimanere per troppo tempo esposto sul mercato.
Aderendo ai servizi dei broker online, ad esempio, è possibile fruire di trading tool avanzati, che attraverso l'impiego di specifiche funzionalità danno la possibilità di estrarre valore sia dalle tendenze al rialzo degli asset sia da quelle al ribasso. Tali intermediari, nella fattispecie, non prevedono alcun costo per la sottoscrizione e la gestione di un account per investimenti, inoltre il capitale iniziale, richiesto per l'attivazione di un rapporto, è molto esiguo.

















