Come stanno cambiando i videogame tra gamification e saghe digitali
La narrazione, da sempre, è uno degli strumenti più potenti per catturare l’attenzione dell’essere umano. Dai miti antichi ai romanzi moderni, fino alle serie televisive che scandiscono le nostre abitudini e le nostre giornate, il concetto di “saga” ha dimostrato di possedere un fascino particolare: è un racconto che non si esaurisce in un unico episodio, ma che si sviluppa nel tempo, costruendo legami duraturi con chi lo segue. Creando connessioni, empatia, attaccamento.
Oggi questo approccio non appartiene più soltanto alla letteratura o al cinema: grazie alla gamification e al design digitale, infatti, la saga è diventata una leva di innovazione in campi diversissimi, dai processi educativi fino all’intrattenimento interattivo. Ma procediamo per step e partiamo dalla definizione di gamification, ovvero l’applicazione di meccaniche tipiche del gioco a contesti non ludici. Una tecnica che ha trovato nella struttura narrativa delle saghe un alleato prezioso. A pensarci bene, in fondo, una saga è un sistema di progressione: ogni capitolo, ogni livello, ogni missione diventa un passo di un percorso più ampio, in cui l’utente si sente protagonista. Questo meccanismo può essere trasposto bene in ambito educativo oppure professionale, per mantenere alta la motivazione o per guidare l’apprendimento. Imparare infatti non significa più affrontare un esercizio isolato, ma avanzare in una storia che ha una continuità, con obiettivi e traguardi intermedi. La serialità nel mondo della scuola è sotto gli occhi di tutti ma non ci si fa più caso: i moduli didattici, le cosiddette UDA, non sono blocchi indipendenti, ma tessere di un mosaico, tasselli narrativi che sviluppano il programma di una materia. Così facendo, l’apprendimento diventa un viaggio: l’alunno non è più un passivo consumatore di contenuti, ma un personaggio che cresce e acquisisce nuove competenze.
Ma torniamo per un momento alla dimensione naturale della gamification: i videogame. Questo mondo ha fatto della saga il suo linguaggio naturale. Pensiamo ai grandi titoli che hanno segnato intere generazioni: la forza non sta solo nelle singole partite, ma nella capacità di raccontare universi che evolvono, personaggi che si trasformano, trame che si sviluppano in più capitoli. La serialità e la progressione sono ciò che crea fedeltà e coinvolgimento. Un approccio che adesso è ereditato dalle app di fitness, dai software di apprendimento delle lingue o nei sistemi di training aziendale: costruire un “mondo narrativo” che accompagni l’utente passo dopo passo, trasformando la ripetizione in avventura. Un esempio particolarmente interessante di tutto questo arriva dal settore dell’iGaming, qui Elk Studios ha introdotto il concetto di saga nelle slot machine rompendo l’esperienza rapida, monouso e frammentaria tipica di queto gioco, per creare una nuova concezione, un nuova fruizione di gioco.
Così facendo, infatti, ogni slot può diventare un episodio, un capitolo che si inserisce in un arco narrativo più ampio: i personaggi ricorrono, gli scenari evolvono, le meccaniche di gioco si arricchiscono di capitolo in capitolo. Una scelta che non è solo estetica, ma risponde a una logica di engagement. Dove il giocatore non partecipa più a un’esperienza isolata, ma segue un percorso che lo stimola e lo rende fedele.














