"Diga di Garcia ridotta ad una pozzanghera", esposto in Procura di Italia Viva
"Il sopralluogo di questa mattina nella valle del Belice dimostra che l'invaso Garcia è ridotto apoco più di una pozzanghera, mezzo milione di metri cubi d'acqua, praticamente nulla. Se tale stato comatoso è frutto di un mero errore o di dolo lo scopriremo attraverso l'esposto che ci accingiamo a presentare in Procura". Lo dice Davide Faraone,vicepresidente di Italia Viva, dopo il giro, insieme a Fabrizio Micari, per verificare direttamente le conseguenze della crisi idrica e gli incontri con i sindaci di Partanna, Francesco Li Vigni, e di Santa Ninfa, Carlo Ferreri e con il vicesindaco di Poggioreale, Giovanni Vella. Da oggi, con coordinamento con la Prefettura, la Protezione civile invia decine di autobotti per sopperire alla scarsa erogazione idrica: i turni idrici a Trapani, finora già ridotti,subiranno un ulteriore allungamento, passando da un giorno sì euno no a quattro giorni di fermo "Le cause di tale circostanza - afferma Faraone - sono chiare: lo scarsissimo afflusso di acqua dal fiume Belice, per l'assoluta mancanza di manutenzione. E l'incredibile svuotamento dell'invaso di settembre a uso irriguo. In questo contesto, altrettanto paradossale è che il Consorzio di bonifica non si sia preoccupato di sistemare l'alveo del fiume Belice dalla parte 'affluente' all'invaso bensì dalla parte del deflusso verso il mare. Anche di questa assurdità sarà importante che si occupi chi di competenza. Le conseguenze di tutto questo sono drammatiche, considerando che l'invaso Garcia forniva acqua a circa 150.000 abitanti della provincia". "A Poggioreale la fornitura di acqua è stata dimezzata da 4 a 2 litri/sec, come a Santa Ninfa: da 20 a 10 litri/sec. A Partanna intere zone della città non possono essere approvvigionate - aggiunge - e si deve ricorrere alle autobotti. La Regione, che è direttamente responsabile di tutto quanto è accaduto, adesso brancola nel buio alla ricerca di soluzioni: trasferire acqua dal lago Arancio all'invaso Garcia, portare acqua da altri pozzi del trapanese, usare l'acqua (poca e costosissima) del dissalatore di Trapani appena realizzato, non ancora avviato e comunque insufficiente. Mercoledì il vicepresidente della Regione, Sammartino, in un incontro con i sindaci avrà un ventaglio di soluzioni. Ma solo con lui perché Schifani non ha tempo di occuparsi di queste faccende",conclude.














