Regione, assunzione dei 269 ASU dei Beni Culturali: dalla politica solo promesse
Offesi, sfruttati durante le campagne elettorali dei politici di turno, ingannati dalle promesse da marinaio. Sono i 269 ASU che attendono di essere assunti e che, a differenza di altri lavoratori socialmente utili di altri enti, già stabilizzati, vengono rinviati di mese in mese, di anno in anno. L’amarezza di una situazione paradossale, sulla pelle di lavoratori precari, aumenta se si pensa che l’Assemblea Regionale Siciliana ha varato anche delle norme per l’assunzione di queste categorie; norme che, però, non sono state applicate. La pazienza dei 269 ASU dei Beni Culturali sembra proprio finita. Almeno stando a quanto scrivono in una lunga nota che ripercorre le tappe di una odissea infinita, alimentata da promesse e illusioni. “Due anni fa – scrivono gli ASU .- il presidente Schifani dichiarava che il Governo regionale aveva messo fine al precariato, tranne poi a non trovare un accordo tra l’assessorato al Bilancio e la SAS, la società partecipata che avrebbe dovuto assorbire i 269 precari. Malgrado questa fase di stallo, dalla presidenza della Regione altro annuncio: ASU Beni culturali assunti a tempo pieno e indeterminato. Ma la realtà era diversa”.
La conclusione di una vicenda che assume toni grotteschi è inevitabilmente amara: ma questi ASU saranno troppo educati ed onesti per essere considerati? Non sono un numero appetibile per una campagna elettorale?
Nella foto, una delle manifestazioni di protesta














