La frana di Niscemi, la Procura di Gela acquisisce documenti in Comune
Proseguono le indagini della procura di Gela sulla frana di Niscemi. I tre consulenti tecnici nominati dai magistrati, insieme a una squadra di polizia giudiziaria, hanno acquisito documenti negli uffici del municipio.
Gli accertamenti puntano a ricostruire gli interventi effettuati dopo la frana del 1997 e a verificare eventuali responsabilità nella gestione del territorio. Il fascicolo, coordinato dal procuratore di Gela Salvatore Vella, è stato aperto per le ipotesi di disastro colposo e danneggiamento seguito da frana ed è al momento a carico di ignoti.
Da registrare, intanto, le dichiarazioni del ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci. «Bisogna capire» perchè a Niscemi «in trent'anni chi doveva fare il proprio dovere non lo ha fatto, perchè tanto silenzio». Lo ha detto Musumeci, a Messina per un convegno promosso all’università. Per il paese del Nisseno sono stati stanziati 150 milioni «per regimentare le acque a valle e demolire le case che dovevano essere demolite 30 anni fa. All’inchiesta della magistratura - ha sottolineato - lasciamo fare il suo corso per capire chi doveva intervenire in questi trent'anni e non lo ha fatto». Se la prevenzione «non è una priorità - ha proseguito - se ci facciamo accompagnare dal fatalismo, dalla rassegnazione e dal luogo comune, tutto questo poi porta alle conseguenze che abbiamo conosciuto. Mi domando perchè è calato il sipario, il silenzio assordante su Niscemi? Dopo due-tre anni già nel 2002-2003 non se ne parlava più. Perchè nel 2005 la commissione tecnico-scientifico disse: 'attenzione qui non si può intervenire per frenare la frana possiamo soltanto salvare il salvabilè; perchè a Niscemi su quelle case si continuava a fare mercato di compravendita; perchè si autorizzavano ristrutturazioni; cosa è accaduto? Perchè la gente dice: 'dovevano mettere mille piante e non le hanno messè? 'Dovevano intervenire subito e non lo hanno fatto nè prima nè dopò. La risposta non la dà la politica la dà, in questi casi, la magistratura. Bisogna capire perchè in trent'anni chi doveva fare il proprio dovere non lo ha fatto, perchè tanto silenzio».














