Sicilia maglia nera per le rapine in banca, Catania in testa
La Sicilia si conferma al vertice di una classifica poco invidiabile: quella delle rapine in banca. Secondo i dati diffusi dalla Fabi (Federazione autonoma bancari italiani), l’isola registra il più alto indice di rischio in Italia, con la provincia di Catania che svetta nettamente rispetto al resto del Paese.
Un quadro definito “impietoso” dai rappresentanti del sindacato dei bancari, che lanciano l’allarme sulla sicurezza degli istituti di credito. A preoccupare non è soltanto il numero dei colpi messi a segno, ma anche la frequenza con cui i tentativi di rapina si verificano negli sportelli bancari della provincia etnea. Episodi che, negli ultimi mesi, hanno coinvolto diverse filiali e che in alcuni casi si sono conclusi con arresti immediati grazie all’intervento delle forze dell’ordine.
Catania in testa alla classifica
Il dossier evidenzia come la provincia etnea presenti uno degli indici di rischio più alti d’Italia per quanto riguarda le rapine agli istituti di credito. Una tendenza che conferma una criticità strutturale del territorio, dove le filiali bancarie continuano a rappresentare obiettivi sensibili per la criminalità.
Negli ultimi anni non sono mancati episodi emblematici: rapine consumate in pochi minuti, tentativi sventati grazie all’intervento di cittadini o dipendenti e colpi organizzati con armi o minacce ai direttori di filiale. In un caso recente, ad esempio, un uomo armato di coltello ha tentato di farsi consegnare il denaro minacciando il direttore, prima di essere bloccato dai carabinieri intervenuti sul posto.
L’allarme dei bancari
A commentare i dati è Carmelo Urzì, rappresentante della Fabi, che punta il dito contro il progressivo cambiamento delle filiali bancarie.
Secondo Urzì, negli ultimi anni molti istituti di credito hanno puntato su modelli di filiale più aperti e accoglienti, con spazi meno blindati e maggiore accessibilità per i clienti. Un approccio pensato per migliorare il rapporto con l’utenza ma che, secondo il sindacato, rischia di aumentare l’esposizione a possibili rapine.
“Le banche – spiega – stanno diventando sempre più simili a salotti accoglienti. Ma senza adeguate misure di sicurezza questo modello può trasformarsi in un fattore di rischio per lavoratori e clienti”.
La richiesta: più sicurezza e collaborazione
La Fabi chiede ora interventi concreti: maggiore presenza di sistemi di sicurezza, protocolli aggiornati e un coordinamento più stretto tra banche, istituzioni e forze dell’ordine.
L’obiettivo è ridurre un fenomeno che, pur essendo in calo rispetto ai decenni passati a livello nazionale, continua a registrare picchi preoccupanti in alcune aree del Paese. E la Sicilia – con Catania in testa – resta oggi uno dei territori dove l’attenzione deve rimanere massima.














