Guerra in Iran, le ultime notizie in diretta | Colpita Tel Aviv, 2 morti.
Il 28 febbraio Usa e Israele hanno attaccato l’Iran. Uccisi Khamenei e decine di alti esponenti del governo. L’Iran ha risposto colpendo Israele, le basi Usa nel Golfo e i Paesi che le ospitano, bloccando il trasporto di petrolio e mobilitando Hezbollah in Libano
Mojtaba, il figlio di Khamenei, è la nuova Guida suprema. Trump: «Lo uccideremo». Nuovo colpo al regime iraniano: uccisi Ali Larijani, presidente del Consiglio di Sicurezza nazionale (secondo molti l’uomo chiave del Paese dalla morte di Khamenei) e Gholamreza Soleimani, comandante delle forze paramilitari basij. Ora il vuoto potrebbe essere colmato da leader più fanatici: qui l'analisi
L'Iran sta ampliando la «guerra al petrolio», prendendo di mira le infrastrutture petrolifere in tutta la regione (e anche l'Oman, pur considerato come "mediatore"), con ripercussioni sul mercato dell'energia (e non solo)
Trump ha chiesto alla Nato di inviare navi da guerra nello Stretto di Hormuz per scortare le petroliere, ma l'Europa ha detto di no
Israele continua a bombardare il Libano, dove sta conducendo anche una «limitata» offensiva di terra.
Attacco israeliano contro un'auto a Sidone: due morti
Due persone, tra cui un membro della Protezione civile, sono morte in un attacco lanciato oggi dalle forze israeliane contro un'autovettura a Sidone, in Libano. Lo ha riferito il ministero della Sanità, citato dai media locali. Una terza persona è rimasta ferita.
Crosetto: «Non è una guerra nostra. Serve missione Onu decisa dal Parlamento»
«L'Italia non partecipa a questa guerra, nessuna nazione europea partecipa a questa guerra, non è una guerra nostra. Abbiamo tutto l'interesse, tutto il mondo ha l'interesse che Hormuz non sia coinvolta all'interno di questa guerra, perché da quello Stretto passa oltre il 20% del gas e del petrolio che ogni giorno riforniscono tutto il resto del mondo, tutte le attività commerciali, la vita in tutto il resto del mondo. Serve un accordo internazionale perché questo avvenga. Noi come Italia saremmo molto lieti se ci fosse una missione che mette insieme tutto il mondo per garantire il passaggio dell'energia a Hormuz. Non è invece una cosa fattibile quella di mandare delle navi che potrebbero essere interpretate come navi che partecipano alla guerra e non ad un corridoio di pace. Il modo per crearlo è quello di partire magari da un'organizzazione al di sopra delle parti come le Nazioni Unite». Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto a Mattino Cinque, il quale specifica: «la partecipazione a una missione sotto l'egida Onu, la cui decisione spetta al Parlamento, vorrebbe dire agire in una cornice di totale sicurezza».














