L’eredità di Gino Paoli, un patrimonio milionario: fino a 800mila euro di ricavi all’anno solo dai diritti d’autore
Più che cifre e conti, l’eredità di Gino Paoli è un testamento culturale. Le sue canzoni raccontano ancora oggi l’amore, la solitudine e il tempo con una profondità rara, influenzando generazioni di musicisti e ascoltatori, per non parlare di registi e produttori che hanno spesso scelto le sue melodie come colonna sonora dei loro film, contribuendo a fissare nell’immaginario collettivo atmosfere, emozioni e momenti dell’Italia di ieri e di oggi. Ai familiari spetta ora il delicato compito di custodire questo patrimonio immateriale, mantenendo vivo il lascito artistico e continuando a far cantare un pezzo di storia della musica italiana.
Gino Paoli, ultimo degli “irregolari” della canzone italiana, ci ha lasciato all’età di 91 anni. Autore raffinato e interprete capace di attraversare decenni di musica leggera, Paoli ha costruito un’eredità che va ben oltre il cuore dei suoi ascoltatori. I suoi successi - da Il cielo in una stanza a Sapore di sale, da La gatta a Senza fine - sono colonne sonore dell’Italia del Novecento e del Duemila, ma rappresentano anche una vera e propria “cassaforte” economica, fatta di diritti d’autore e proprietà. Oltre all’immenso valore artistico, la famiglia del cantautore si trova oggi a misurarsi con un patrimonio economico complesso, derivante da decenni di carriera, ruoli istituzionali e attività editoriali.
Gran parte dei guadagni di Paoli derivava dai diritti d’autore sui brani del suo catalogo musicale, ancora oggi molto richiesti e fonte di reddito costante. Secondo stime dei primi anni Duemila, i proventi annuali dai suoi brani storici si aggiravano intorno ai 450.000 euro. Paoli ha ricoperto anche ruoli istituzionali che hanno contribuito al suo reddito: in qualità di presidente della Siae dal 2013 al 2015 percepiva uno stipendio annuo variabile a seconda dell’anno e della durata della carica, pari a 61.290 euro nel 2013, 125.000 euro nel 2014 e 56.279 euro nel 2015.
La gestione del catalogo musicale è oggi affidata a Senza Fine Srl, la società di famiglia che coordina diritti editoriali e royalties. I ricavi annui oscillano tra 600.000 e 800.000 euro, derivanti quasi esclusivamente dallo sfruttamento dei brani di Paoli. Le sue canzoni vengono ancora riprodotte in radio, utilizzate in produzioni audiovisive e reinterpretate da altri artisti, generando un flusso economico costante che proseguirà per decenni, grazie alla protezione dei diritti d’autore prevista per 70 anni dalla morte dell’autore. A questo si aggiungono proprietà immobiliari in Liguria, tra Nervi e Quinto al Mare, che completano la parte materiale del patrimonio.














