La nuova strage di migranti nel Mediterraneo: morti per il freddo
Nuova strage di migranti nel Mediterraneo, Sono 19 i corpi recuperati e portati a terra al molo Favarolo di Lampedusa. La motovedetta della Guardia costiera è intervenuta nella notte, intorno alle 3, a circa 85 miglia dall’isola, in area Sar libica, per soccorrere un barcone in difficoltà. A bordo sono stati trovati diversi migranti già senza vita. I superstiti e le salme sono stati trasbordati e trasferiti verso Lampedusa, dove l’arrivo è avvenuto poco dopo le 13. Durante la navigazione altri naufraghi, tra cui alcune donne, non ce l’hanno fatta.
Cinquantotto le persone sopravvissute. Dopo lo sbarco, i sette migranti che necessitavano di cure urgenti sono stati fatti scendere per primi. In banchina anche i 19 cadaveri. I superstiti, sottoposti a un controllo medico in banchina, sono stati trasferiti all’hotspot di contrada Imbriacola, dove si trovavano soltanto undici ospiti. Le vittime sarebbero morte per ipotermia e inalazione di fumi di carburante. Le salme saranno portate alla camera mortuaria del cimitero di Cala Pisana.
Tre uomini sarebbero caduti in mare, e vengono ritenuti dispersi, poco prima che il gommone venisse intercettato e agganciato, a 85 miglia da Lampedusa, in area Sar libica, dalla motovedetta Cp 306 della guardia costiera. A raccontarlo sono molti dei 58 sopravvissuti, 7 dei quali si trovano al Poliambulatorio. Due, considerati in condizioni cliniche critiche, sono stati trasferiti in elisoccorso in un ospedale di Palermo.
I migranti superstiti, portati all’hotspot di contrada Imbriacola, hanno raccontato che erano in 80 sul gommone di 10 metri salpato da Abu Kammash in Libia all’alba di lunedì.
Fra i sopravvissuti 16 donne e 5 minori. Fra i 19 cadaveri, già portati alla camera mortuaria del cimitero di Cala Pisana, invece un’unica donna. I migranti hanno dichiarato di essere originari di Sudan, Sierra Leone, Gambia, Nigeria, Ghana, Etiopia e d’aver pagato da 400 a 2 mila euro per la traversata.
LE REAZIONI
«Altre vittime innocenti, ancora un dramma nel mare di Lampedusa. Nell’indifferenza del governo Meloni che, dopo aver cavalcato cinicamente la “paura dei migranti” per l’intera campagna elettorale, dal giorno dell’insediamento ha pensato di risolvere il problema non parlandone più e abbandonando il controllo del Mediterraneo». Lo dice Michele Catanzaro, capogruppo del Partito democratico all’Assemblea regionale siciliana, dopo la notizia dell’ennesima strage di migranti al largo di Lampedusa.
De Luca (M5s): «Serve subito un cambio di rotta con politiche serie coordinate a livello Ue»
«Esprimiamo dolore profondo e sincero per l’ennesima tragedia avvenuta al largo di Lampedusa. Davanti a queste vite spezzate, ogni parola rischia di essere insufficiente. Ma il silenzio sarebbe ancora più colpevole». Lo afferma il capogruppo del M5s all’Ars Antonio De Luca.
Save The Children, 37 vite spezzate in un solo giorno in mare
Sono 37 vite spezzate in un solo giorno in mare durante due naufragi, mentre le politiche europee continuano a privilegiare la deterrenza alla protezione delle persone. A denunciarlo è Save The Children ribadendo la richiesta di un sistema coordinato e strutturato di ricerca e soccorso nel Mediterraneo per salvare le persone in pericolo e l’apertura di canali regolari e sicuri verso l’Europa, che garantiscano il rispetto dei diritti umani.
«Le 19 vite spezzate al largo della Libia, a cui se ne aggiungono almeno altre 18 nel Mar Egeo, non sono una tragedia inevitabile - sottolinea - ma il risultato diretto di politiche europee che continuano a privilegiare la deterrenza alla protezione delle persone, fra cui migliaia di bambini e bambine».
Sono quasi 34.500 le persone morte o disperse in tutto il Mediterraneo dal 2014 nel tentativo di raggiungere un futuro possibile in Europa, solo quest’anno sono state più di 800. Tra queste ci sono anche molti bambini, oltre 100 ogni anno negli ultimi tre anni.














