La crisi energetica, i prezzi choc del diesel, l’inflazione
La guerra in Iran destabilizza le economie di mezzo mondo. Arriva il “no” della della Commissione Ue sull'ipotesi di sospendere il Patto di Stabilità. Il gasolio europeo ha superato i 200 dollari a barile: circa un terzo del prodotto mediorientale passava da Hormuz
Da un lato i conti pubblici, dall’altro il costo dell’energia che rischia di far saltare le economie di mezzo mondo. Ieri è arrivato il “no” della Commissione Ue all'Italia sull'ipotesi di sospendere il Patto di Stabilità: “Si può fare solo se c'è grave recessione e non siamo in questo scenario”. Intanto è arrivata dall'Istat la conferma che il rapporto deficit-pil per il 2025 è al 3,1% e l'Italia resta nella procedura di infrazione per deficit eccessivo. Bankitalia taglia le stime sul Pil per la guerra a +0,5% nel 2026. Ma se il prezzo del petrolio resterà alto a lungo, avverte, si rischiano crescita zero nel 2026 e recessione nel 2027. Per Palazzo Koch, con il rialzo dei prezzi dell'energia, l'inflazione balzerà al 2,6% nel 2026, un punto in più del 2025. Al top da 11 anni la pressione fiscale al 43,1% del Pil in tutto il 2025 (+0,7% sul 2024) e al 51,4% nel quarto trimestre.
La guerra in Iran, il blocco di Hormuz, i prezzi dell’energia: una serie fattori che sfuggono al controllo. Le quotazioni dei prodotti petroliferi (il brent è ormai stabilmente sopra i 100 dollari al barile) sono schizzate vertiginosamente dall'inizio del conflitto in Medio Oriente, con il diesel in testa: in un mercato già ristretto prima del conflitto, l'Europa sta pagando caro per la sua dipendenza dalle importazioni di questo carburante, il più consumato.
E secondo rapporti dell’intelligence Usa, esaminati da Reuters, è "improbabile" che l'Iran apra presto lo Stretto di Hormuz. Per Teheran il controllo sulla più vitale arteria petrolifera del mondo rappresenta l'unica vera leva nei confronti degli Stati Uniti, hanno detto tre fonti secondo cui l'Iran continuerà a bloccare lo stretto per mantenere alti i prezzi dell'energia e fare pressione su Donald Trump affinché trovi una rapida via d'uscita dalla guerra. Secondo i rapporti la guerra, concepita per annientare la forza militare dell'Iran, potrebbe in realtà accrescerne l'influenza regionale, dimostrando la capacità di Teheran di minacciare le vie di navigazione.
Le esportazioni di petrolio e gas dal Golfo sono compromesse dagli attacchi alle infrastrutture e dal blocco dello Stretto di Hormuz. Ciò aggrava le tensioni preesistenti sull'approvvigionamento di diesel europeo, che ha conseguenze brutali sui prezzi alla pompa e minaccia l'inflazione in molti settori. Il diesel è più colpito della benzina perché il diesel è ovunque: alimenta automobili, trasporto merci su strada e passeggeri, ma anche macchinari agricoli e edili, oltre alla pesca e parte del settore marittimo.
Nonostante la graduale elettrificazione nell'Unione Europea, il diesel rappresentava ancora l'86% del consumo di carburante stradale in Lettonia, il 73% in Francia, il 66% in Germania nel 2024, ma solo il 50% nei Paesi Bassi, secondo un rapporto di FuelsEurope, che rappresenta l'industria della raffinazione e dei carburanti.
Giovedì, il prezzo del diesel europeo ha superato i 200 dollari a barile, un livello che non si vedeva da marzo 2022 e dalle conseguenze della guerra in Ucraina. Prima del conflitto in Medio Oriente, "l'equilibrio offerta/domanda del diesel" a livello globale "era molto più rigido di quello della benzina", il che si è poi tradotto in un "forte aumento dei prezzi del diesel" sui mercati mentre "rimaneva relativamente limitato" per la benzina, ha detto Susan Bell, specialista delle materie prime di Rystad Energy, ad AFP.
In Francia, il prezzo del diesel è aumentato del 32,7% dal 27 febbraio, il giorno prima dei primi attacchi israelo-americani contro l'Iran. Questo è molto più del 16,86% dell'aumento della SP95-E10, la benzina più consumata nel paese, secondo un calcolo AFP dei prezzi dichiarato da circa 9.600 stazioni su un sito web governativo. Al 30 marzo, il prezzo medio pesato della pompa nell'UE era di 2,07 al litro, rispetto agli 1,87 del Super95. Il diesel è da tempo più economico della benzina, ma negli ultimi anni questo non è stato sistematicamente così, a causa delle tensioni geopolitiche e del recupero fiscale.














