Proseguono i raid israeliani in Libano, il capo delle Idf “Nessun cessate il fuoco”.
“Le Forze di difesa israeliane (Idf) sono in stato di guerra. Non c’è il cessate il fuoco, continuiamo a combattere qui in questo settore, questo è il nostro principale settore di combattimento”. Lo ha dichiarato il capo di stato maggiore delle Idf, generale Eyal Zamir, parlando ieri con i comandanti sul campo alla periferia della città meridionale libanese di Bint Jbeil, in un video diffuso oggi dall’esercito. I combattimenti contro il gruppo armato libanese Hezbollah, proxy dell’Iran, in Libano rappresentano la “principale zona di combattimento” dell’esercito, ha aggiunto Zamir.
Quanto all’Iran “siamo in cessate il fuoco e possiamo tornare a combattere lì in qualsiasi momento, e con grande forza”, ha proseguito, concludendo: “Siamo ovunque. Così come siamo a Gaza, così come siamo in Siria, siamo presenti anche qui in Libano”. Sebbene il governo di Benjamin Netanyahu abbia annunciato ieri l’apertura ai colloqui diretti con il Libano, sul campo proseguono gli scontri e il lancio di razzi verso Israele.
Diciannove persone, tra cui 11 membri di varie agenzie di sicurezza e militari e otto civili, sono rimaste uccise e circa 15 ferite nei raid aerei israeliani contro Nabatiyeh. Lo riporta il quotidiano libanese L’Orient le-Jour, secondo cui due potenti attacchi hanno colpito Nabatiyeh, distruggendo parte del serraglio cittadino, compresa la facciata orientale, e diversi uffici. I danni hanno interessato l’edificio che ospita l’intelligence dell’esercito, la Sicurezza di Stato e i mukhtar (funzionari locali). Sono stati inoltre danneggiati edifici residenziali in città e nel mercato, già devastati dai raid aerei del 2024. Altri quattro attacchi simili sono stati segnalati alla periferia della città: due di questi hanno colpito località a Kfar Joz, vicino a un complesso occupato dalle Isf, mentre le città di Zebdine e Kfar Remmane sono state colpite da un attacco ciascuna. Otto civili sono rimasti uccisi a Kfar Remmane, Kfar Joz e Zebdine.
Nonostante l’apertura di Tel Aviv ai colloqui con Beirut, sul campo Hezbollah continua a lanciare razzi e droni verso Israele, mentre in Libano proseguono le operazioni israeliane. Gli ambasciatori di Libano e Israele a Washington, rispettivamente Nada Hamadeh Moawad e Yechiel Leiter,e l’ambasciatore statunitense in Libano, Michel Issa, terranno oggi una riunione telefonica preparatoria in vista dei colloqui diretti di martedì, scrivono i media libanesi.
Questa mattina un razzo lanciato dal gruppo armato libanese Hezbollah ha colpito un’abitazione nella località di Misgav Am, nel nord di Israele. L’edificio ha subito danni, ma non si segnalano feriti, riportano i media israeliani. Le sirene di allarme per il lancio di razzi sono state attivate anche a Kiryat Shmona e nelle zone circostanti. Intorno a mezzanotte, un missile lanciato da Hezbollah contro la città costiera meridionale israeliana di Ashdod è stato intercettato, secondo quanto dichiarato dalle Forze di difesa israeliane (Idf).
Il lancio del missile ha fatto risuonare le sirene anche a Tel Aviv e nelle città circostanti, nel centro di Israele, a causa dell’intercettazione del missile e del timore della caduta di frammenti. Parallelamente, le Idf hanno fatto sapere di aver neutralizzato dieci rampe di lancio in Libano da cui Hezbollah aveva lanciato missili verso Israele. Ieri il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato che saranno avviati colloqui diretti con il Libano il prima possibile. Secondo indiscrezioni stampa, il presidente degli Stati Uniti avrebbe chiesto a Netanyahu di aprire ai colloqui e di effettuare soltanto raid di basso profilo in Libano. Netanyahu ha incaricato l’ambasciatore israeliano a Washington, Yechiel Leiter, di condurre i colloqui, che un funzionario israeliano ha detto che dovrebbero iniziare nei prossimi giorni.
TRUMP “PESSIMA GESTIONE A HORMUZ”
“Ci sono notizie secondo cui l‘Iran starebbe imponendo pedaggi alle petroliere che attraversano lo Stretto di Hormuz: è meglio che non lo stiano facendo e, se lo stanno facendo, è meglio che smettano subito!”. E’ quanto scrive su Truth il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. “L’Iran sta facendo un ‘pessimo lavoro’ nella gestione del petrolio nello Stretto di Hormuz. Questo non è l’accordo che abbiamo!”, ha continuato Trump in un altro post.
WSJ “DELEGAZIONE IRANIANA GIUNTA A ISLAMABAD”
Una delegazione iraniana è arrivata a Islamabad, la capitale del Pakistan, in vista dei negoziati per il cessate il fuoco con gli Stati Uniti, che dovrebbero iniziare domani. Lo riporta il Wall Street Journal, secondo cui la delegazione iraniana è guidata dal ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, e dal presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf. La delegazione di Washington sarà guidata dal vicepresidente JD Vance.
PAKISTAN, ALTO FUNZIONARIO “NULLA FERMERÀ I NEGOZIATI, VIOLAZIONI MINORI ATTESE”
Un alto funzionario pakistano ha rassicurato che nulla ostacolerà i negoziati in corso con l’Iran e che eventuali piccole violazioni del cessate il fuoco sono considerate “normali e previste”. Lo riporta la Tv al Arabiya. “Tutto è sotto controllo per quanto riguarda il cessate il fuoco con l’Iran. Nulla fermerà le trattative e le violazioni minori sono attese”, ha dichiarato il responsabile pakistano, citato dai media locali. Le affermazioni arrivano mentre proseguono i contatti tra Islamabad e Teheran per stabilizzare la situazione al confine e gestire il dossier nucleare.
IRAN, LE BANCHE RIPRENDONO LE ATTIVITÀ DA DOMANI
Tutte le filiali delle banche in Iran riprenderanno il normale svolgimento delle operazioni a partire da domani, sabato 11 aprile 2026. Lo ha annunciato l’Agenzia di stampa ufficiale iraniana (IRNA), precisando che gli istituti di credito torneranno a pieno regime dopo il periodo di sospensione legato alle recenti tensioni militari e alla chiusura parziale delle attività economiche nel Paese. La decisione rientra nel più ampio piano di graduale ritorno alla normalità seguito all’annuncio del cessate il fuoco temporaneo tra Stati Uniti e Iran e alla conseguente distensione nella regione, che ha permesso anche la riapertura dello spazio aereo, la ripresa dei voli civili e ora il riavvio del settore bancario. Le autorità iraniane hanno invitato i cittadini a verificare eventuali aggiornamenti presso le proprie filiali, poiché in alcuni casi potrebbero essere mantenute misure di sicurezza rafforzate o limitazioni temporanee legate alla situazione generale.
Questo passo rappresenta un segnale importante per il sistema finanziario iraniano, che durante le settimane di crisi aveva subito restrizioni operative per garantire la sicurezza e ridurre gli affollamenti. La ripresa delle attività bancarie faciliterà il ritorno alle transazioni quotidiane, ai prelievi, ai pagamenti e alle operazioni commerciali, sostenendo il graduale recupero dell’economia nazionale.
IRAN, COMANDANTE GUARDIE DI FRONTIERA “PIENO CONTROLLO SUI CONFINI NAZIONALI”
“Il comandante delle Forze di Guardia di Frontiera iraniane, il generale di brigata Ali Akbar Javidan, ha affermato che tutti i confini dell’Iran sono pienamente sotto il controllo delle forze armate e che la situazione di sicurezza lungo le frontiere è “stabile e in buone condizioni”. Lo riporta la Tv al Jazeera.
“Le frontiere iraniane sono sotto il controllo delle nostre forze e la situazione di sicurezza è stabile in modo soddisfacente”, ha dichiarato il comandante secondo quanto riportato dai media ufficiali iraniani. La dichiarazione sottolinea che le unità di guardia di frontiera sono dispiegate lungo l’intero perimetro nazionale e operano con piena autorità, specialmente in questo periodo definito “sensibile” dalle autorità di Teheran. Queste affermazioni arrivano nel contesto del recente cessate il fuoco temporaneo tra Stati Uniti e Iran e dopo settimane di escalation militare che hanno visto attacchi aerei e segnalazioni di attività ostili, inclusi droni e tentativi di infiltrazione. Il messaggio appare chiaramente rivolto sia a rassicurare l’opinione pubblica interna sia a lanciare un segnale di deterrenza verso eventuali minacce esterne.
Il generale Javidan ha inoltre avvertito che qualsiasi tentativo di violazione dei confini da parte di gruppi armati o individui verrà affrontato con una risposta “decisa e che farà rimpiangere l’azione”. Si tratta dell’ennesima dichiarazione di questo tenore da parte delle autorità militari iraniane nelle ultime settimane, volta a proiettare un’immagine di forza e controllo totale sul territorio nazionale nonostante le recenti tensioni regionali. La situazione lungo i confini iraniani (con Iraq, Afghanistan, Pakistan, Turchia, Azerbaigian e Mar Caspio) rimane sotto stretta sorveglianza, ma al momento non sono state riportate violazioni significative secondo le fonti ufficiali.
IDF “DA INIZIO OPERAZIONE UCCISI 1.400 MILIZIANI HEZBOLLAH”
Dal 2 marzo scorso, le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno ucciso 1.400 combattenti del gruppo armato libanese Hezbollah. Lo rende noto l’esercito, che traccia il bilancio di oltre un mese di conflitto con il proxy dell’Iran, contraddistinto dal lancio di missili, razzi e droni di Hezbollah verso Israele e dai raid israeliani contro obiettivi della milizia libanese. Al momento, cinque Divisioni delle Idf continuano a operare simultaneamente nel sud del Libano. In oltre un mese di operazioni, i militari hanno distrutto più di 2.700 infrastrutture e individuato oltre 250 risorse operative, tra cui razzi a lungo raggio, missili anticarro, lanciarazzi Rpg, armi ed esplosivi.
Le unità delle divisioni 91, 98 e 146 hanno invece distrutto oltre 1.500 infrastrutture e individuato più di 1.000 asset, tra cui armi, Rpg, esplosivi ed equipaggiamento da combattimento. L’Aeronautica continua a supportare le forze di terra e a colpire obiettivi nel sud del Libano. Nelle ultime 24 ore sono state attaccate oltre 120 infrastrutture per eliminare minacce alle truppe, concludono le Idf.














