Omicidio Bongiorni, il fermato minorenne è un pugile. Il suo team: “Dieci contro uno è da vigliacchi”
Le foto lo ritraggono sorridente, in posa da boxeur, al termine di alcuni incontri. Il ragazzo minorenne fermato per l’omicidio di Massa e adesso in una struttura di prima accoglienza a Genova è un campione di pugilato. Ha gareggiato per una società di Massa, la Pugilistica Massese. Sono diversi gli scatti nei tornei disputati in Toscana e non solo. Secondo i carabinieri, che hanno svolto le indagini coordinati dalla procura dei minori di Genova, avrebbe partecipato attivamente al pestaggio di Bongiorni e del cognato rimasto gravemente ferito (ha una frattura alla gamba e una al setto nasale).

Una situazione delicata per la minore età del fermato, che attende adesso l’interrogatorio di convalida. Un video delle telecamere di sorveglianza di piazza Palma, dove si sono svolti i fatti, ha ripreso tutte le fasi del pestaggio, come spiegano gli uomini dell’Arma. E il giovanissimo appunto avrebbe avuto un ruolo di primo piano nella morte di Bongiorni, che aveva rimproverato il gruppo che sembra stesse vandalizzando la vetrina di un negozio. Il giovane pugile avrebbe detto agli inquirenti, durante gli interrogatori di domenica, che Bongiorni lo avrebbe colpito al setto nasale e quindi di aver reagito. Una circostanza che adesso i carabinieri verificheranno nell’ambito delle indagini. Intanto la società pugilistica del ragazzo prende le distanze dal suo tesserato, pubblicando su Instagram un messaggio inserito nelle storie del profilo. “In dieci contro uno è da vigliacchi”, si legge nel messaggio con chiaro riferimento al tragico pestaggio che sta profondamente segnando la città di Massa. La società invita inoltre tutti alla fiaccolata che si svolgerà nella serata di martedì 14 aprile alle 21 e che si concluderà proprio in piazza Palma. Il diciassettenne pugile avrebbe detto agli inquirenti, durante gli interrogatori di domenica, che Bongiorni lo avrebbe colpito al setto nasale e quindi di aver reagito. Lo riporta il Corriere della Sera aggiungendo che analogo racconto sarebbe stato fatto da Alexandru Miron, 23 anni, uno dei due maggiorenni fermati in carcere. Inoltre, secondo quanto riportano anche altri quotidiani, anche i genitori degli altri arrestati dicono che i loro figli si sarebbero difesi da un'aggressione di Bongiorni e del fratello della fidanzata Gabriele Tognocchi, davanti al kebab di piazza Palma la sera di sabato 11 aprile. "Da quello che sappiamo anche i ragazzi sono stati aggrediti e si sono difesi - dice il padre del 19enne Eduard Alin Caratasu, uno dei fermati - Io credo che debba essere successo qualcosa, loro dicono che si sono difesi. Non ho insegnato a mio figlio la violenza, mio figlio non è violento", "non siamo criminali, mio figlio non è un criminale". Il padre, Gabriel Caratasu si è detto disposto a pagare gli studi al figlio di Bongiorni, il bimbo di 11 anni che ha visto il padre morire sotto i colpi del branco.














