Sequestro e rapina in villa. Pugni all’ex senatore: "Bottino da tre milioni"
Lo hanno aggredito in quattro mentre portava l’auto in garage. Lo hanno riempito di pugni, poi l’hanno portato in casa e l’hanno tenuto sequestrato per un’ora assieme a tutta la famiglia. Alla fine se ne sono andati con un bottino (soprattutto orologi e borse) di oltre tre milioni di euro. L’ex senatore della Lega e imprenditore Alberto Filippi ha raccontato di aver tentato di reagire, ma ha desistito quando uno dei malviventi gli ha puntato una pistola in faccia.
I rapinatori sono sbucati da un cespuglio al ritorno a casa dell’uomo. La moglie e le figlie piccole di Filippi sono state sequestrate sotto la minaccia delle armi nella camera da letto al piano superiore della villa di Arcugnano (in provincia di Vicenza). Al piano inferiore l’ex senatore, sotto la minaccia di un cacciavite, è stato costretto ad accompagnare il resto della banda a rovistare in ogni angolo della villa. I rapinatori si sono impossessati di orologi, preziosi e borse di valore. Una volta fuggiti, Filippi, ancora scosso, ha recuperato un telefono per avvertire le forze dell’ordine. Secondo quanto raccontato dall’imprenditore al Giornale di Vicenza la banda non era composta da italiani.
"Mi hanno detto di aprire le porte di casa e lì è iniziata per me una tragedia interiore, perché dentro c’erano mia moglie e le mie due bambine. Ma non potevo fare altrimenti. Mi hanno sequestrato per un’ora con un lungo cacciavite al fianco, non potevo parlare, e in tre hanno fatto razzia al piano di sopra. Dopo mi hanno accompagnato di sopra, mi sono assicurato che per fortuna almeno i miei familiari stessero bene, e ho constatato l’esito della rapina", ha raccontato Filippi. Sulla vicenda indagano i carabinieri, che hanno cominciato ad acquisire le immagini delle videocamere di sorveglianza per trovare il mezzo usato dai banditi per arrivare e scappare.
"Esprimo la mia piena e sincera solidarietà ad Alberto e alla sua famiglia, vittime di un episodio gravissimo che ha colpito non solo una persona, ma l’intera comunità vicentina", dice Francesco Rucco (Fdi), vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto. "Un’aggressione violenta, in casa, di notte, con una famiglia sotto minaccia. Chi commette reati così gravi deve sapere che sconterà davvero le conseguenze delle proprie azioni", conclude. "Non esiste libertà senza sicurezza", scrive invece su Facebook l’europarlamentare Roberto Vannacci, fondatore di Futuro Nazionale. "Se Filippi si fosse difeso e avesse sparato a quei ladri che lo hanno minacciato con una pistola carica alla tempia e hanno tenuto in ostaggio la sua famiglia sarebbe probabilmente indagato, imputato e accusato e dovrebbe risarcire i malviventi. Queste norme vanno cambiate. La difesa è sempre legittima!"














