Acate, la presidente del Consiglio "nel mirino" della Lista Caruso: troppa tensione
Sia pure con toni più “sfumati” anche i consiglieri della Lista Caruso stigmatizzano il comportamento della presidente del Consiglio comunale di Acate, Cristina Cicero, nella “vibrante” seduta di lunedì 13 aprile.
“Ci preoccupa il clima che si respira: tensione, arroganza e atteggiamenti poco rispettosi. Per onestà intellettuale e politica, va chiarito che l’applauso e il “bravi” del consigliere Campagnolo erano riferiti all’inaspettato e scaltro ritiro del punto all’ordine del giorno sull’adozione della fascia di rappresentanza della presidente, da parte degli stessi consiglieri di maggioranza proponenti Formaggio e Mezzasalma. La decisione di ritirare il punto dice molto più di tante parole: una maggioranza sempre più spaccata e una presidente che, nei fatti, non gode più del pieno consenso di chi l’ha eletta.” E sulla sua reazione così si esprimono: “La reazione, purtroppo, non ci stupisce. Non è la prima volta che assistiamo ad atteggiamenti non consoni al ruolo, sia in aula che sui social, e lo abbiamo già fatto notare. Chi ricopre incarichi istituzionali dovrebbe essere esempio di equilibrio e rispetto. Inammissibile il contrario. Alla luce di quanto detto riteniamo che la presidente debba dedurne le conseguenze”.
La Lista Caruso giudica inaccettabile anche l’atteggiamento del indaco Gianfranco Fidone: “ Durante la seduta è arrivato persino a invitare i propri consiglieri a non concedere una pausa alla minoranza. Piuttosto che fare ingerenze in un luogo come il Consiglio comunale — dove ricordiamo è ospite — dovrebbe interrogarsi sulla tenuta della sua maggioranza, sempre più fragile e divisa”. La minoranza fornisce una spiegazione: “Una situazione che viene da lontano, frutto di un modo di governare basato sul “dividi et impera”: letteralmente “dividi e comanda”. Una strategia antica quanto il potere stesso, che funziona finché si riesce a tenere tutti separati per meglio controllarli… ma che, inevitabilmente, presenta il conto quando le divisioni diventano ingestibili e ognuno inizia a muoversi per conto proprio. Ed è esattamente ciò che sta accadendo oggi”. E segnala: “Emblematica, in questo senso, la fuoriuscita della consigliera Irene Tidona dal gruppo che fa riferimento al sindaco “Acate punto e a capo”. La consigliera ha infatti dichiarato di rimanere in maggioranza come capogruppo del gruppo “Reattiva”, al momento rappresentato solo da se stessa. A questo punto la domanda sorge spontanea: come si fa a governare un paese con divisioni interne, con forzature o con atteggiamenti poco istituzionali? Si governa con responsabilità, coerenza e rispetto.E quando questi elementi vengono meno, a pagarne il prezzo non è solo la politica, ma soprattutto i cittadini”.














