Modica, Alternativa socialista: ordinanza su decoro urbano valida anche per il Comune?
Pubblichiamo una nota del Comitato Alternativa Socialista Modica sull'ordinanza della sindaca riguardante il decoro urbano.
Arriva un'ordinanza urgente sul decoro urbano. Il Sindaco diffida i proprietari di locali commerciali sfitti a mantenerli puliti e in ordine — pena una sanzione da 25 a 500 euro.
Nel mezzo del dibattito che ne è seguito, emerge però una voce che non si può ignorare: quella di chi, giustamente, punta il dito anche sul Comune, capace di legiferare sul decoro altrui mentre lascia marcire panchine rotte nei luoghi pubblici.
E allora sorge spontanea una domanda, scomoda quanto necessaria: com'è che siamo arrivati a un punto in cui serve la minaccia di una multa per tenere pulita una vetrina? Com'è che bisogna gridare allo scandalo per far riparare una panchina?
La risposta, forse, si nasconde dietro un mostro più insidioso del degrado stesso: la crisi della cultura del vivere insieme.
Perché una vetrina è sporca anche per mano di chi l'ha imbrattata, incurante che fosse proprietà altrui. Una panchina è rotta anche perché qualcuno ne ha fatto un uso che non le competeva. Una vetrina resta sporca anche perché il suo proprietario ha smesso di sentirsi parte di qualcosa oltre la propria soglia. E una panchina resta rotta anche per l'inerzia di chi avrebbe il dovere — e i mezzi — di ripararla.
La responsabilità, guardata nella sua interezza, è sempre collettiva.
È una trappola antica quella di colpevolizzare l'altro per sentirsi in regola con la propria coscienza. Ognuno di noi abita questa città, la attraversa ogni giorno, e contribuisce — nel bene e nel male, consciamente o no — a renderla quello che è.
Per questo, il nostro appello è rivolto a tutti: proprietari, amministratori, cittadini. Rimboccatevi le maniche. Non servono nuovi problemi che si sommino ai vecchi in una catena senza fine — servono azioni concrete, mirate, capaci di sciogliere i nodi davvero.
Una comunità ha senso solo se il benessere che persegue è generale, autentico, accessibile a tutti. E per costruirlo non c'è più spazio per le furbizie — nemmeno quelle ammantate di buone intenzioni.
È tempo di maturità. È tempo di un cambio di visione profondo.
Ma soprattutto: è l'ultima chiamata.














