IL DIBATTITO. Kassandra, Ad Sidera e il futuro del centro storico di Modica
Ad Sidera. C’era una Volta Celeste, presentato a Modica nell’ambito di In Arte il Cacao, nasce dall’incontro tra il lavoro cinematografico di Alessia Scarso e la ricerca urbanistica e climatica sviluppata da Kassandra, fondata dagli architetti Mark Cannata e Antonio Stornello.
Il progetto integra narrazione immersiva e ricerca applicata sul territorio della citta’, sviluppando una lettura del rapporto tra esseri umani, ambiente e cosmo attraverso il tempo.
Alla base c’è una lettura della città costruita a partire dalle sue condizioni presenti, osservate e analizzate come sistema complesso: acqua, suolo, costruito, energia, ambiente, relazioni. È da questa realtà, misurata e interpretata, che il progetto prende forma. Da qui si apre lo spazio del possibile.
Su questa base il progetto si costruisce come una sequenza temporale: ricostruzione del paesaggio originario, interpretazione del presente e definizione di futuri possibili. Kassandra per Ad Sidera per la Modica nel 2300 non immagina semplicemente il futuro: lo costruisce. Definisce una città che non esiste ancora, ma che potrebbe emergere dalle traiettorie già in atto. L’architettura e l’urbanismo diventano strumenti per dare forma a queste traiettorie, trasformando dati e modelli in spazio.
Gli scenari sviluppati descrivono traiettorie assolutamente plausibili a partire da dinamiche già in atto. Il primo rappresenta un’evoluzione segnata dall’intensificazione delle condizioni climatiche e dalla progressiva perdita degli equilibri ambientali, fino alla dissoluzione della struttura urbana. Il secondo costruisce invece un’ipotesi di riequilibrio, in cui la città si riorganizza a partire dal territorio, dalla gestione dell’acqua e dalla reintegrazione dei sistemi naturali.
In questo scenario la cava di Modica diventa simbolo delle sfide globali. Non solo spazio fisico, ma infrastruttura vivente, capace di organizzare acqua, suolo e forme dell’abitare. L’architettura diventa parte di un metabolismo più ampio, in cui spazio costruito, produzione alimentare, microclima e risorse naturali sono interconnessi.
Il progetto traduce dati, modelli e analisi in condizioni spaziali percepibili, rendendo leggibili trasformazioni che normalmente restano astratte. All’interno di Ad Sidera questi scenari non vengono spiegati: si vivono. L’esperienza immersiva permette di abitare temporaneamente questi futuri, trasformando l’astrazione in percezione.
“Non si tratta di immaginare il futuro come qualcosa di distante, ma di riconoscerlo dentro le dinamiche che già abitano il presente. Il progetto costruisce una città possibile, in cui architettura e paesaggio non sono separati, ma parti dello stesso sistema in trasformazione. Sta a noi adesso, mettere le fondamenta del futuro che vogliamo per i nostri pronipoti. Proprio come i nostri antenati 300 anni fa ci hanno lasciato la loro visione di Modica con la ricostruzione post terremoto del 1693”.
Mark Cannata e Antonio Stornello
















