Morto Alex Zanardi, il pilota e atleta paralimpico che ha insegnato all'Italia a non mollare mai
In un incidente nel 2001 aveva perso entrambe le gambe. Era diventato uno straordinario atleta paralimpico (8 medaglie d'oro ai Giochi). Il passaggio all'handbike e l'ultimo incidente nel 2020
È scomparso a 59 anni Alex Zanardi: ex pilota automobilistico (44 gare in F.1), straordinario atleta paralimpico, dopo che in un incidente in pista nel 2001 perde entrambe le gambe, esempio di resistenza e amore per la vita. Il 19 giugno 2020, durante una staffetta di beneficenza in handbike rimane coinvolto in un incidente vicino a Pienza. Torna a casa nel 2021.
Talento e carattere, fin da bambino. Nato a Bologna nell’ottobre del 1966, Alessandro Zanardi è cresciuto in un contesto umile, da mamma Anna, sarta, e da papà Dino, idraulico. Ancora piccolissimo si trasferisce con la famiglia a Castel Maggiore, dove cresce appassionato di Formula 1 in una terra di motori e velocità. Una passione inizialmente osteggiata dalla famiglia, soprattutto dopo la scomparsa della sorella maggiore Cristina, morta nel 1979 a causa di un incidente d’auto. Nella vita di Alessandro, per tutti Alex, i motori erano però già qualcosa di più di un interesse che poteva essere fermato: erano una direzione. La sua. Il primo mezzo arrivò relativamente tardi, soprattutto se confrontato con i tempi sempre più veloci del motorsport moderno: a quattordici anni papà Dino gli regalò un kart con cui Alex iniziò a divertirsi con gli amici, esordendo in una prima corsa professionistica nel 1980 a Vado. La prima partecipazione a un campionato nazionale, nella categoria 100cc, fu nel 1982: poche risorse, il padre nel ruolo di meccanico e i primi, promettenti, risultati. Il passaggio decisivo nella sua carriera arrivò nel 1988, con il debutto nella Formula 3 italiana al volante di una Dallara-Alfa Romeo: sono anni in salita, fatti di crescita, di delusioni ma anche di primi successi. Nel 1991 il passaggio nella Formula 3000, un altro passo verso le apre le porte della Formula 1, che varcò con il primo test al volante di una monoposto Footwork Arrows.
Da quel momento nel cose, come spesso succede nel motorsport, iniziarono a muoversi sempre più velocemente: sempre nel 1991 con la scuderia Jordan, al Gran Premio di Spagna, Zanardi debuttò in F1 sostituendo il pilota Roberto Moreno nel terzultimo appuntamento del campionato. La sua carriera in Formula 1 proseguì per altre tre stagioni: con Minardi nel 1992, con Lotus nel 1993 e 1994. Il suo miglior risultato fu un sesto posto ottenuto con la Lotus nel 93 e in totale disputò 44 Gran Premi. Rimasto senza contratto nel 1995, Zanardi si appassionò velocemente alle corse americane e debuttò nel 1996 nel campionato CART (l’attuale Indycar) ottenendo fin da subito grandi risultati con la vittoria di due titoli consecutivi nel 1997 e 1998. Nel 1999 torna in Formula 1 con la Williams ma la stagione, fin da subito difficile per l’italiano, sarà la sua ultima nella massima serie prima del ritorno nelle gare americane.














