L'omicidio di Palermo. L'assassino doveva essere in carcere
Francesco Cusumano, arrestato domenica a Palermo con l'accusa di aver ucciso il coinquilino Francesco Spataro doveva essere in carcere. Su di lui, a quanto pare da febbraio scorso, pendeva un ordine di carcerazione della procura generale messinese per una condanna a 3 anni e 10 mesi per avere massacrato di botte a Messina l'avvocato Antonio Lanfranchi, commissario all'esame di abilitazione alla professione forense che lo aveva bocciato. L'aggressione avvenne davanti al tribunale di Messina: colpì Lafranchi alle spalle con calci e pugni su tutto il corpo e il morso al naso. Solo l'arrivo delle forze dell'ordine fermò la furia cieca di Cusumano.
Per i carabinieri era irreperibile. Non è chiaro se a questa condanna si sarebbero sommate altre precedenti. Cusumano originario di Milazzo si era trasferito a Palermo nelle ultime settimane e si era tinto i capelli. L'ipotesi è che il trentottenne volesse sfuggire all'ordine di carcerazione nascondendosi.
L'aggressione avvenne davanti al tribunale di Messina: colpì Lafranchi alle spalle con calci e pugni su tutto il corpo e il morso al naso. Solo l'arrivo delle forze dell'ordine fermò la furia cieca di Cusumano. (GDS online)














