Incendi in Sicilia, a Caltanissetta muore un vigile del fuoco mentre spegne un rogo
Un vigile del fuoco del comando provinciale di Caltanissetta è morto oggi dopo aver accusato un malore mentre era impegnato nelle operazioni di spegnimento di un vasto incendio divampato in contrada Mimiani, a San Cataldo. Un suo collega, colto anch’egli da malore durante l'intervento, è stato soccorso dal personale del 118 e trasportato all’ospedale Sant'Elia di Caltanissetta. Le fiamme hanno lambito alcune abitazioni ed è stata necessaria l'evacuazione di diverse famiglie. Carmelo Barbagallo, segretario nazionale della Fisi vigili del fuoco, ha espresso «il più sentito e commosso cordoglio alla famiglia di Alessandro, ai suoi cari e ai colleghi del comando di Caltanissetta».
«Ma al dolore indescrivibile per questa ennesima perdita - ha aggiunto - si unisce una rabbia che non possiamo più tacere. Quanto accaduto oggi è una tragedia che avevamo preannunciato e denunciato a più riprese.
«Non si può continuare a operare in condizioni disumane. Affrontare roghi devastanti con temperature che superano i 40 gradi, in costante emergenza organica, con turni massacrati e con una pressione psicofisica insostenibile significa mandare i lavoratori al macello. Quella di oggi nel Nisseno - ha osservato il sindacalista - non è una semplice fatalità: è la drammatica conseguenza di un sistema strutturalmente carente che continua a ignorare i nostri reiterati gridi d’allarme».
«Serve - ha concluso Barbagallo - un piano straordinario di assunzioni, il rinnovo di mezzi ed equipaggiamenti e la piena tutela della salute di chi ogni giorno rischia la vita per la sicurezza dei cittadini. Non accetteremo più parole di circostanza: pretendiamo fatti e risposte immediate dai vertici istituzionali».
LEGAMBIENTE INVOCA L'INTERVENTO DELL'ESERCITO
«Le temperature roventi di questi giorni hanno favorito il propagarsi di gravissimi incendi in tutta la Sicilia. Brucia, ancora una volta, il nostro inestimabile patrimonio di biodiversità e la speranza per un futuro basato sulla bellezza. Siamo in piena emergenza, purtroppo alimentata dal forte acuirsi della crisi climatica che amplifica la velocità, l’intensità e la capacità distruttiva del fuoco». Lo dice Legambeinte in una nota chiedendo «già dalle prossime ore e per l’intero periodo estivo in tutti i casi di allerte meteo, sia l’intervento straordinario dell’esercito, al fine di potenziare le azioni di fondamentale presidio del territorio, con finalità di deterrenza per scongiurare gli atti criminali di questi giorni, sia il potenziamento dell’utilizzo dei mezzi antincendio della Marina militare e delle altre Forze dell’Ordine».
"Non è questo il momento delle analisi e delle valutazioni, anche perché il fenomeno è complesso e richiede un’ampia strategia che coinvolga attivamente le comunità locali nelle fondamentali attività di presidio dei territori e che si fondi sulla integrazione tra gli strumenti e tra i vari attori in campo. Accanto al dolore e alla rabbia per la perdita di biodiversità e bellezza, ancora più grave per l’importantissimo ruolo di mitigazione delle temperature svolto dai nostri polmoni verdi, Legambiente Sicilia manifesta la propria solidarietà e il proprio sostegno alle donne e agli uomini del Corpo Forestale, dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile strenuamente impegnati nel contrasto agli incendi".
IL VESCOVO LOREFICE: NON E' UNA EMERGENZA MA FRUTTO DI OMISSIONI
«Con paterno e fraterno affetto abbraccio voi tutti colpiti dalla devastante furia degli incendi e, dal profondo del cuore, ringrazio che si sta adoperando senza sosta per fronteggiare le fiamme e soccorrere le persone - Forze dell’ordine, Vigili del fuoco, Protezione civile, associazioni e volontari, singoli cittadini». Lo afferma l’arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, in un messaggio alle comunità colpite dagli incendi.
«Vi raggiungo - scrive monsignor Lorefice - con queste parole, con cuore addolorato e turbato, mentre incendi devastanti stanno seminando distruzione e paura. Penso particolarmente alle care comunità di Castronovo di Sicilia, Belmonte Mezzagno, Trabia, Lercara Friddi, Roccapalumba e ai tanti comuni travolti dalle fiamme e al volto della nostra amata Sicilia, ancora una volta sfigurato. Ciascuno si senta custodito nel cuore del vescovo e dell’intera Chiesa palermitana, solidale con chi sperimenta, in queste ore, un duro momento di prova e sofferenza».
«Quanto attuali - osserva l’arcivescovo di Palermo risultano, purtroppo, le parole che scrivevo tre anni fa, (il 27 luglio del 2023, ndr) quando anche il corpo di San Benedetto il Moro finì vittima delle fiamme: 'Tutti noi sappiamo però che non si tratta di un’emergenza. Quello che è accaduto in questi giorni è l’esito ultimo di decenni di decisioni, di scelte, di gesti, di omissioni. La responsabilità di questo disastro ricade certo su chi ha avuto in mano la cosa pubblica, sulla politica; sulle nostre crepe educative, come anche sul modo di annunciare il Vangelo delle nostre comunità cristiane; ricade su di noi, su di noi in quanto popolo. Non abbiamo fatto abbastanza per cambiare la nostra Casa comune, la Terra; per mettere fine alla logica dello sfruttamento e del profitto e combattere le mafie; per difendere l’ambiente, il territorio, i nostri beni culturali; per creare opportunità di lavoro e servizi sociali. Siamo stati pigri, indolenti, individualisti, fatalisti, distratti da gretti interessi di parte»
Palermo capitale dei blackout a raffica, a rischio anziani e attività commerciali, 46 gradi a Siracusa, 43 nel Ragusano, 41 a Palermo, nell'Agrigentino evacuate un centinaio di persone. (GDS online)

















