Fuori pericolo la bimba di sei anni sopravvissuta alla tragedia di Catanzaro: è stata curata al Gaslini
Ad aprile la madre si era gettata dalla finestra con i tre figli in braccio: solo lei, sei anni, era sopravvissuta. Curata al Gaslini di Genova. ora è stata dichiarata fuori pericolo
“La bambina coinvolta nel grave incidente verificatosi a Catanzaro lo scorso aprile, giunta in condizioni critiche all’Istituto Giannina Gaslini di Genova dopo un grave politrauma a seguito della caduta dal balcone, è ora ufficialmente fuori pericolo e non presenta danni neurologici né deficit motori”, ha annunciato oggi una nota della Cittadella regionale. La bimba era sopravvissuta, benchè gravemente ferita, alla tragedia che aveva riguardato la sua famiglia: la sua mamma, in aprile, si era lanciata dal balcone con in braccio tre figli, tra cui lei, Maria Luce. Il papà era in casa ma non aveva sentito nulla. Gli altri due fratelli, di 4 mesi e 4 anni, erano morti nel volo. La bimba, sei anni al momento dell’incidente, aveva riportato una grave lesione dell’aorta toracica: dopo i primi soccorsi, era stata trasferita all’ospedale Gaslini di Genova, dove è stata in cura tutti questi mesi assistita dal papà. Oggi è stata finalmente dichiarata fuori pericolo.
“Il percorso clinico- si legge ancora nella nota della Cittadella regionale- è stato estremamente complesso e si è concluso con un delicato intervento cardiochirurgico di ricostruzione dell’aorta: oggi il flusso è stato completamente ripristinato e il polmone sinistro è tornato nuovamente ad espandersi. Questo straordinario risultato è il frutto della stretta collaborazione tra l’Istituto ‘Giannina Gaslini’ di Genova e l’Azienda ospedaliero-universitaria ‘Renato Dulbecco’ di Catanzaro, attivata già nelle prime ore dopo il trauma. La bambina presentava contemporaneamente una gravissima lesione traumatica dell’aorta toracica, una lacerazione epatica a tutto spessore, importanti contusioni polmonari e un trauma cranico. Oltre 60 professionisti dell’Aou ‘Renato Dulbecco’ di Catanzaro e dell’Istituto ‘Gaslini’ di Genova sono stati coinvolti nel percorso di cura della bambina: dalla stabilizzazione iniziale all’intervento cardiochirurgico per la ricostruzione dell’aorta toracica. Il trasferimento della bambina da Catanzaro a Genova è stato realizzato in condizioni di massima sicurezza grazie al lavoro congiunto delle Terapie Intensive dei due ospedali e a un volo sanitario dell’Aeronautica militare con un velivolo attrezzato come una terapia intensiva”.
“La notizia che la bambina sia oggi fuori pericolo consente a tutti noi di tirare un grande sospiro di sollievo- sottolineano il presidente di Regione Liguria Marco Bucci e l’assessore alla Sanità Massimo Nicolò-. È il risultato più importante di un percorso di cura complesso e delicato“. Questa vicenda “dimostra concretamente quanto la collaborazione tra istituzioni sanitarie e la condivisione delle migliori conoscenze e capacità medico scientifiche possano davvero fare la differenza, garantendo ai piccoli pazienti le cure più appropriate anche nelle situazioni più difficili”, aggiungono. Per il direttore generale dell’Istituto Gaslini, Renato Botti, “la vicenda di questa bambina rappresenta un esempio concreto del valore della collaborazione già in essere tra il Gaslini e l’Aou Dulbecco di Catanzaro. Un rapporto costruito sulla condivisione di competenze e sulla capacità di lavorare insieme per garantire ai piccoli pazienti le migliori opportunità di cura”.
Pensiero condiviso da Gandolfo Miserendino, direttore generale Azienda Zero Calabria: “Investire nella cooperazione tra professionisti, nello scambio di competenze e nella formazione significa creare le condizioni per rendere disponibili sul territorio prestazioni sempre più qualificate e innovative. Esperienze come questa contribuiscono a costruire una sanità regionale più forte, moderna e attrattiva”. L’obiettivo, conclude Simona Carbone, commissario straordinario Aou “Renato Dulbecco”, “è offrire ai piccoli pazienti calabresi percorsi assistenziali sempre più qualificati, appropriati e vicini alle loro esigenze, garantendo elevati standard di cura e una presa in carico sempre più efficace sul territorio”.

















