Modica, la giunta Monisteri ter, PD e M5S: la sindaca subisce decisioni prese altrove
Sull’epilogo della crisi di governo al Comune di Modica e sul varo della nuova Giunta — il cosiddetto “Monisteri ter” —, intervengono il Partito Democratico di Modica per bocca del suo segretario cittadino, Francesco Stornello, e del Movimento 5 Stelle, con le dichiarazioni di Piero Bellaera del gruppo territoriale M5S.
LA NOTA DEL PARTITO DEMOCRATICO.
«La crisi politica si è conclusa con una sequenza per molti versi surreale — dichiara Stornello —. Dapprima assistiamo alle dimissioni “spontanee” degli assessori Antonio Drago e Tino Antoci; subito dopo la Sindaca Maria Monisteri li ringrazia pubblicamente, tessendone le lodi per l’abnegazione e gli obiettivi raggiunti; infine, a distanza di poche ore, la stessa prima cittadina esalta con identico entusiasmo i nuovi ingressi nell’esecutivo. La parabola è fin troppo chiara: ci si congratula, ci si elogia a vicenda e poi ci si sostituisce».
«È proprio qui che risiede il paradosso che non si può nascondere ai modicani : Se gli assessori uscenti avevano lavorato così bene, perché rimuoverli? E se era necessario sostituirli, perché coprirli di encomi? La verità è una sola: la cosiddetta “verifica di maggioranza” non è mai servita a dare risposte ai problemi complessi di Modica, ma si è rivelata un mero manuale di gestione e redistribuzione delle poltrone, giocato interamente sulla testa dei cittadini». Il motore e la regia politica dell’operazione, del resto, sono stati ammessi senza finzioni. È la stessa Sindaca ad aver dichiarato che Forza Italia «si fa carico di guidare il governo di Modica», lungo un percorso «condiviso con l’onorevole Nino Minardo».
«Queste parole consegnano alla città la fotografia più nitida e amara di questa fase politica: a guidare Modica non è chi è stato eletto per amministrarla, ma un partito, assente alle elezioni comunali, con i suoi vertici regionali. Non è certo un dettaglio marginale che deleghe strategiche come i Lavori Pubblici e l’Urbanistica — proprio i settori segnati da cantieri al palo e dalle scadenze del PNRR che denunciamo da tempo — cambino proprietario senza una sola parola di spiegazione sulle ragioni dei ritardi o sulle responsabilità accumulate».
«Se ne ricava una conferma inequivocabile: la Sindaca Monisteri non amministra attivamente la città, ma subisce passivamente decisioni prese altrove. I nodi strutturali del Comune — dal dissesto finanziario all’inefficienza dell’Ufficio Tecnico che blocca cittadini e imprese, dalla desertificazione commerciale allo spopolamento dei quartieri storici, fino all’insicurezza e alla totale assenza di una visione turistica — rimangono colpevolmente intatti. Si è cambiato tutto per non cambiare nulla».
«Di fronte a questo desolante teatrino — conclude Francesco Stornello —, Modica merita e pretende finalmente un sussulto di dignità. La nostra comunità ha il diritto di essere governata da chi assume la responsabilità diretta di amministrare con autonomia e visione, non da chi si limita a eseguire ordini di scuderia».
IL DOCUMENTO DEL MOVIMENTO 5 STELLE
L’ennesimo rimpasto della Giunta comunale non rappresenta un nuovo inizio per Modica. È soltanto l’ultima tappa di una crisi politica che accompagna ormai da tre anni l’amministrazione guidata da Maria Monisteri. La sindaca era stata eletta con il sostegno determinante della Democrazia Cristiana e del sistema politico costruito attorno all’onorevole Ignazio Abbate. Dopo la rottura con quel gruppo, Monisteri ha aderito a Forza Italia ed è entrata nella nuova filiera politica guidata dall’onorevole Nino Minardo. È cambiato quindi il comandante di riferimento, ma non il metodo: prima Abbate, oggi Minardo; prima la DC, oggi Forza Italia. In mezzo, purtroppo, non si vede ancora un progetto autonomo della sindaca per il futuro di Modica.
A dichiararlo è Piero Bellaera, rappresentante del Gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle di Modica.
«Maria Monisteri e Forza Italia hanno perso la bussola. La cosiddetta verifica politica avrebbe dovuto stabilire che cosa fare per la città, quali problemi affrontare e con quali tempi. È servita invece soprattutto a ridefinire gli equilibri del partito e a decidere chi dovesse occupare gli assessorati. La Giunta è cambiata ancora una volta, ma la direzione continua a non esserci».
La crisi non riguarda soltanto i rapporti tra i partiti. Pezzi della maggioranza che aveva sostenuto Monisteri sono passati all’opposizione, denunciando mancanza di dialogo, condivisione e partecipazione alle scelte amministrative. È la dimostrazione di una maggioranza progressivamente consumata dalle proprie divisioni e di una sindaca sempre più dipendente da decisioni prese fuori dal Palazzo comunale.
«La sindaca non può continuare a subire le scelte dei gruppi politici che, di volta in volta, diventano il suo nuovo punto di riferimento. Modica non ha bisogno di un’amministrazione telecomandata, ma di una guida capace di assumere decisioni, stabilire priorità e risponderne direttamente davanti ai cittadini».
Mentre a Palazzo San Domenico si determinano rimpasti e nuovi assetti, il centro storico continua a perdere residenti, servizi e attività commerciali. Associazioni di categoria, comitati e cittadini denunciano da tempo spopolamento, desertificazione commerciale, problemi di sicurezza, vivibilità, decoro e parcheggi. Sono stati convocati consigli comunali e tavoli tecnici, ma la città attende ancora un piano organico, finanziato e accompagnato da tempi certi.
La piscina comunale rimane il simbolo di un servizio pubblico sottratto da troppo tempo alle famiglie, alle scuole, alle associazioni e agli sportivi. Sulla sua chiusura, sui lavori, sui rapporti con la precedente gestione e sui tempi per il nuovo affidamento continuano a mancare informazioni chiare e definitive.
Al cimitero storico persistono aree transennate, loculi inaccessibili e strutture che necessitano di interventi urgenti. Non è soltanto una questione di decoro: riguarda la sicurezza dei visitatori, la dignità dei defunti e il rispetto dovuto alle loro famiglie.
Tutto questo avviene in un Comune che ha dichiarato il dissesto finanziario e che avrebbe quindi bisogno, più che mai, di stabilità politica, capacità amministrativa e priorità rigorose. Invece si continua a consumare tempo nella ricerca di nuovi equilibri tra partiti e correnti.
«Non basta sostituire qualche assessore per cancellare l’immobilismo di questi anni», conclude Bellaera. «Non servono altre fotografie di Giunta, altri annunci di rilancio o altre formule studiate per nascondere una crisi evidente. Servono un piano concreto per il centro storico, tempi certi per la piscina comunale, interventi immediati e strutturali per il cimitero e una programmazione trasparente dei servizi e delle manutenzioni».
«Monisteri deve decidere se vuole essere la sindaca di Modica o la terminale locale degli equilibri di Forza Italia. Perché cambiare comandante senza scegliere una rotta significa continuare a lasciare la città ferma».
Nella foto, l'onorevole Nino Minardo e la sindaca Maria Monisteri

















