Floridia saluta Turi Catinella: l'addio nella sala consiliare
L’ultimo commosso e partecipato saluto a Turi Catinella è stato dato dalla comunità floridiana lunedì scorso nella sala consiliare ‘G. Spada’, quella stessa sala che il compianto concittadino ha contributi a elevare a palestra di formazione e di civiltà politica con i suoi numerosi interventi a difesa dei diritti di lavoratori, di donne e di uomini appartenenti alle fasce più fragili e inascoltate della società. ‘Dies nigro signanda lapillo’. È un giorno da segnare in nero per la città. Gli interventi dei familiari, dei compagni di sindacato e di partito e delle istituzioni hanno restituito nella loro sofferta testimonianza il ritratto di un uomo naturaliter votato ad abbracciare per una intera vita la causa degli ultimi. Trent’anni fa, il 31 maggio 1996, ci lasciava Luciano Lama, figura che ha segnato nel profondo la storia del movimento sindacale, dell’Italia repubblicana e della sinistra.
La parabola umana di Lama e quella di Turi Catinella, che in questo doloroso frangente ha compiuto il suo viaggio terreno, convergono in un punto focale certo e ineludibile, firmus come il meridiano di Greenwich: i diritti dei lavoratori, i valori della Repubblica democratica costituzionale e i principi ispirati al Comunismo. In Turi Catinella, tali diritti, valori e principi non furono messi mai in discussione, mai negoziabili, mai assunti a categorie estetizzabili o estetizzanti supervacanee. Turi Catinella è stato un «hombre vertical»: limpido, umile, coerente, adamantino. Leggo in Montaigne: «Ogni uomo porta in sé la forma intera dell‟umana condizione» (III, 2). Parole che in Turi Catinella si inverano.
Chi lo ha ricordato in queste ore - un commosso coro unanime - ha voluto rendere un sentito omaggio a un protagonista della stagione più drammatica ed esaltante del partito comunista che coincide con alcune delle fasi più delicate della democrazia italiana e della storia dell’isola e della provincia di Siracusa. Dirigente sindacale, uomo di sinistra, dirigente di partito, amministratore, costruttore del sindacato e della democrazia laddove combattere per una piccola comunità come Floridia o Siracusa acquistava il significato di combattere in difesa dello Stato, dell’Europeismo, della libertà e della dignità di migliaia di donne e di uomini. Turi Catinella credeva in tutto questo. Ci ha creduto sino agli ultimi istanti della sua vita. Animato da forte spirito critico, grande ragionatore, dialettico concreto, pratico, realista, non si è mai adagiato sul partito preso né su espedienti di comodo né, tanto meno, su posizioni che potessero adombrare tornaconti personali. Marxista critico, non abiurò mai alla sua fede ‘francofortese’, che ha vissuto e sperimentato sempre criticamente in uno spirito di libera elaborazione che, spesso, ma in modo sempre produttivo e a difesa dei principi e delle idee, lo hanno portato a discostarsi dall'ortodossia del Partito, dalla dottrina tradizionale comunista e dalle posizioni assunte dalla sinistra nell’ambito degli scenari che si profilavano nella società attuale.
La recensione delle testimonianze e dei tributi di compagni di partito e di sindacato, di colleghi, di uomini delle istituzioni, di avversari politici, di lavoratori e di persone comuni ci restituisce il ritratto di un uomo e di un politico che ha saputo dialogare con le generazioni e che si è fatto apprezzare per la sua onestà intellettuale, per la sua coerenza, per la sua autorevolezza che non si dava mai nelle pose ostentate, nelle urla, nella gestualità forsennata, bensì nella pacatezza, nella sobrietà, nella misura. Abbiamo appreso tutti dalla immensa personalità e carica umana di Turi Catinella. Tutti, me compreso, che lo aspettavo ogni Sabato al baretto della piazza a Floridia per sorseggiare un caffè dividendolo insieme all’amico e compagno di partito, Franco Aparo, conversando con lui di politica e di varia umanità. Ogni incontro era una lezione di vita. Colpiva, in lui, la straordinaria capacità di sintesi, di individuare il problema, di prospettare un ventaglio di ipotesi, di formulare strategie, proposte, senza prevaricazioni, senza imposizioni, senza fumisterie, senza retorica, senza sceneggiate.
Turi Catinella è stato un uomo serio, che ha affrontato i colpi del destino, molti feroci e immeritati, con serenità, con pudore, con rassegnata ma mai debole comprensione. Uomo circondato di vero, unanime affetto, amato dai suoi compagni e dai lavoratori, stimato dagli avversari come interlocutore duro ma leale, Turi Catinella è stato uno degli ultimi interpreti di quella politica che sapeva parlare alla gente e che la gente riusciva a capire nel segno del rispetto.
Turi Catinella non è stato soltanto un dirigente sindacale apprezzato che ha vissuto tante sfide e che ha saputo, con la sua capacità comunicativa, portare l’idea e l’immagine familiare del sindacato nelle case dei lavoratori del comparto bracciantile prima e della zona industriale successivamente. Turi Catinella è stato una autorità morale della comunità. E di ciò gli saremo per sempre riconoscenti. E di molto altro ancora che la memoria consegnerà alla pagine più belle della storia di Floridia.
Mi sia concesso, nel rivolgergli, in extremis, il mio sentito commiato, citare i versi che il poeta Walt Whitman scrisse in Foglie d’erba per Abramo Lincoln: «O Captain! My Captain! Our fearful trip is done!»: «O Capitano! Mio Capitano! Il nostro duro viaggio è finito!».
Salvo Sequenzia

















