Omicidio 'Marcottu' a Pachino, doppio attentato contro la famiglia Quartarone
Non si fanno attendere le reazioni all'omicidio di Corrado Vizzini, 55 anni, detto 'Marcottu", morto nei giorni scorsi dopo 11 giorni di agonia all'ospedale di Avola. Ci sono quattro fermati che hanno avuto la convalida. E nelle prime ore del mattino, alle 4,20, Pachino è stata come un far west. Una bomba carta è stata lanciata contro la porta d'ingresso del suocero di Massimiliano Quartarone, rinchiuso nel carcere di Vercelli, uno dei quattro indagati, fuggiti nel nord Italia, dopo la sparatoria in via De Santis dello scorso 16 marzo dove rimase ferito, Vizzini. Ma non è stato l'unico avvertimento portato a termine contro il parente dell'indagato. Oltre la bomba lanciata in via Venezia, gli attentatori si sono spostati in via Cialdini per dare fuoco alla porta d'ingresso dove abitano la madre e la sorella di Quartarone.
Scattato l'allarme sul posto sono arrivati gli agenti del Commissariato di Pachino, diretti dalla vice questore, Maria Antonietta Malandrino. Indagini sono in corso per risalire agli autori del doppio attentato.
Quartarone è uno dei sospettati ad avere esploso i colpi di pistola contro la vittima designata, rimasta ferita e poi deceduta per le gravi ferite riportate. Al momento sull'attentato non si conoscono i particolari. Per il delitto secondo gli investigatori avrebbero fatto parte del gruppo di fuoco, pure Giuseppe Terzo, anche lui come Quartarone fuggito a Genova e poi arrestato e gli altri pachinesi, Stefano Di Maria e Sebastiano Romano. Per il quartetto soltanto sabato è arrivata la convalida del fermo da parte dei giudici delle indagini preliminari di Siracusa, Vercelli e Genova.
Questa mattina in conferenza stampa è stato mostrato il video che ricostruisce la scena dell'agguato dello scorso 16 marzo.



















