Bagno di folla ad Avola ai funerali di Andrea: tanta commozione
Hanno accarezzato la bara bianca da via Nighelli alla chiesa Madre. Non soltanto chi la portava, ma anche gli amici e le amiche di Andrea Pace, il ragazzo assassinato senza un perchè nella notte di martedì ad Avola. I familiari sono distrutti, così come anche i parenti. I loro volti sono solcati dal pianto, ma quando la bara arriva nella chiesa più rinomata della città, l'applauso è tutto per Andrea. Una vita spezzata per un litigio, due famiglie distrutte: la sua e quella dei presunti colpevoli, i fratelli Salvatore e Corrado Caruso, dalla scorsa notte rinchiusi nel carcere di Cavadonna. Centinaia di amici, conoscenti e semplici cittadini che si sono stretti alla composta sofferenza e dolore dei genitori, del fratello, della moglie Julia e tanti parenti presenti al funerale. La bara di colore bianco con sopra un cuscino di rose bianche è arrivata in chiesa alle 16,25, portata dalla casa di via Neghelli a spalla dagli amici che indossavano tutti una maglietta bianca con la foto della vittima e la scritta “ Andrea Vive”. A concelebrare il rito funebre sono stati don Fortunato Di Noto, Vicario Foraneo della città, e don Rosario Sultana, parroco della chiesa Madre. E’ stato don Fortunato nella sua intensa omelia a ricordare il povero Andrea, la cui vita è stata spezzata nella giovane età in maniera violenta. “ E’ un momento drammatico, doloroso, difficile per tutti, anche per la città. Allora dobbiamo chiedere perdono al Signore”, ha detto don Fortunato, ricordando prima che “ noi, sacerdoti, già abbiamo condannato senza mezzi termini quanto accaduto. Ci manca qualcosa che non si vede ; l’amore. E Dio non è uno che pone vendetta, che non manda pugni e saette contro qualcuno.” Poi rivolto ai tanti ragazzi e genitori presenti al funerale, don Di Noto ha detto: “ Noi siamo stanchi del male. Siamo stanchi di fare funerali di questi ragazzi. Non sappiamo più parlare, dialogare. Ditemi chi non ha sbagliato! Tutti abbiamo sbagliato. Perché siamo fragili, deboli.” Poi don Fortunato ha voluto trovare parole di conforto per la famiglia di Andrea: “ Il dolore più grande sarà per questa famiglia, che non possiamo lasciarla sola, finchè possibile dategli il vostro affetto. Andrea vive nella fede, vive nel Signore.” Volete far vivere ancora Andrea,- ha detto il prete, accolto poi con un grande applauso – fate vivere la bambina. Fate vivere a questa piccola la bellezza della vita. Comunicatele che la vita è bella nonostante un giorno dovrete raccontare la storia di papà.” Sono stati poi i familiari, lo zio Giorgio, la mamma, che rivolta piangendo agli amici ha gridato “ siete tutti miei figli. Vi ringrazio per quello che avete fatto”, e la moglie di Andrea, Julia, che ha ricordato tra il pianto quel primo giorno che si sono conosciuti giurandosi eterno amore. Ogni toccante intervento si è concluso tra applausi, commozione e lacrime della folla. Con il papà Massimo che per lungo tempo della santa messa non si è voluto allontanare dalla bara del figlio. Poi finale con un cantante neomelodico sul sagrato della chiesa.
Antonio Dell’Albani


















