10 curiosità sulla Borsa di Milano
Tutti abbiamo sentito parlare di Borsa e di investimenti in Borsa nel corso degli anni. Questo è il mercato dove venditori ed acquirenti possono negoziare valori, valute estere, servizi e merci. La borsa diventa quindi un importante luogo deputato a mettere in contatto le aziende, che cercano risorse per sostenere la propria produzione, e gli investitori.
Già nel medioevo, la borsa riuniva mercanti e notai che si dedicavano alle attività mercantili e finanziarie. Esistono due tipologie di mercato: la Borsa Valori e la Borsa Merci. La Borsa valori è il mercato in cui vengono scambiati strumenti finanziari già in circolazione, quali obbligazioni, azioni, futures, warrant, etc.; di conseguenza, la borsa è un mercato di tipo secondario (nei mercati primari gli investitori acquistano i beni appena questi giungono sul mercato).
Nella borsa merci la compravendita riguarda merci di diverso tipo, poste in opportuni magazzini. Qui gli acquirenti ed i venditori possono scambiarsi le polizze di deposito, che garantiscono la presenza della merce ed il diritto di ritiro.
In Italia vige la Borsa di Milano, istituita il 16 gennaio del 1808. Nel corso del tempo la Borsa di Milano è diventata sempre più importante ed è cambiata in maniera radicale, soprattutto con l’avvento delle nuove tecnologie. Oggi è possibile controllare i vari titoli direttamente dallo smartphone o dal computer tanto che ora è possibile controllare tutte le quotazioni in tempo reale da qualsiasi luogo utilizzando appositi canali come questo qui.
La fondazione
La Borsa di Milano fu istituita nel gennaio 1808, come Camera di Commercio di Milano, per volontà del vicerè del Regno d'Italia Eugenio di Beauharnais, un uomo di Napoleone. Fu la quarta in Italia dopo Venezia (1630), Trieste (1775) e Roma (1802). L’inaugurazione avvenne il 16 febbraio 1808 e come prima sede furono utilizzati 3 vani disponibili al Monte di Pietà. Qualche mese dopo tutto fu spostato al Palazzo dei Giureconsulti.
Scambio merci e titoli azionari
In tutto il 19esimo secolo la Borsa di Milano ha ospitato gli scambi sia di merci che di valute e di titoli azionaria. Al listino meneghino il mercato delle merci e quello delle azioni societarie vennero separati nel 1913. Da poco più di 100 anni, quindi, è possibile catalogare quella di Milano tra le Borsa Valori, ossia tra quei mercati in cui si scambiano solo valori mobiliari.
La sede della borsa italiana
La Borsa di Milano è la sede della borsa Italiana. Questa si trova a Palazzo Mezzanotte, che prende il nome dall’architetto che l’ha concepito, Paolo Mezzanotte. Il cantiere per la creazione della sede prese il via nell’agosto del 1929 dopo un paio di anni di progetti e studi di fattibilità. Il palazzo fu inaugurato nell’ottobre 1932.
Gli scambi con le grida
Tutti abbiamo visto qualche film dove i valori si scambiano attraverso… le grida! Fino ai primi anni 90 i titoli erano scambiati dai vari agenti di cambio con le grida, in particolari recinti denominate “corbeilles”. Si narra che a Milano le grida fossero accompagnate da gesti evocativi per ogni titolo trattato. Così le Generali erano caratterizzate dal saluto militare con la mano destra inclinata sulla fronte, le Fiat dal gesto di un volante e da quello di un clacson, le Toro dall’indice e dal mignolo alzati.
Contrattazioni telematiche
Le grida sono state soppiantate dalle contrattazioni telematiche nel 1994. Le azioni sono scambiate in continua e su una piattaforma – appunto – telematica.
Chi la gestisce
Chi gestisce la Borsa di Milano? Nel 2007 c’è stata la fusione con la London Stock Exchange di Londra. Le due società sono sotto il controllo del London Stock Exchange Group il veicolo che possiede la totalità delle azioni di Borsa Italiana e la totalità delle azioni di London Stock Exchange.
La scultura di Cattelan
Non tutti lo sanno ma nella piazza antistante Palazzo Mezzanotte, in Piazza Affari, i trova una scultura alquanto provocatoria di Maurizio Cattelan, denominata L.O.V.E. (acronimo di Libertà, Odio, Vendetta, Eternità). L'opera raffigura una mano nell’atto di un saluto fascista ma con tutte le dita mozzate eccetto il dito medio (che significa ben altro...). L’opera, posizionata nel settembre 2010 – quindi in piena crisi finanziaria - doveva stare in piazza un paio di settimane, ma la giunta Pisapia (dopo 2 anni) ha deciso di non toglierla.
La storia del dito medio
Nasce come installazione temporanea, di cui alcuni volevano addirittura mitigarne l’impatto visivo, celandolo nel cortile della Borsa in attesa dell’inaugurazione del museo di arte contemporanea. Ma grazie alla giunta Pisapia e all’intervento dell’assessore alla cultura Stefano Boeri, nel 2012 viene installato permanentemente di fronte all’edificio simbolo della finanza italiana.
Il significato della struttura
Cattelan avrebbe espresso il suo dissenso nei confronti del regime dittatoriale tramite questa resa simbolica del saluto fascista depontenziato: le dita della mano, salvo il bel ditone che le sovrasta fiero, sono infatti mozzate.
Il significato economico
Secondo una corrente di pensiero il gesto in Piazza Affari sarebbe infatti rivolto al mondo economico e alle speculazioni finanziarie causa della crisi che – partendo dal fallimentodella banca americana Lehman Brothers nel settembre 2008 – ha travolto pure il nostro Paese.














