Turisti a Siracusa spremuti come limoni, anche un arancino può costare 7 euro
Oggi si parlava della flessione degli arrivi che sta vivendo Siracusa quest’anno e che magari sarebbe saggio dare un’occhiata alle proiezioni per il prossimo triennio prima di fare qualunque nuova scelta o investimento nel settore dell’hospitality. Poi su Facebook, su un gruppo di vacanzieri siciliani ho letto questo messaggio: “Sicilia, abbassate i prezzi, ormai ci fate pagare pure l’aria che respiriamo”. E allora ho pensato che possiamo anche darci un taglio con quest’ariata intellettual-chic e che è inutile studiare i report ufficiali per il prossimo futuro. I turisti, non torneranno. La Sicilia li ha spremuti alla stregua di vacche da latte, mungendoli fino all’ultima goccia. Li abbiamo lasciati soli, all’aeroporto. A pagare un transfer o a noleggiare la macchina. Soli, con gli autisti o gli impiegati dei noleggi che spesso non spiccicano una parola di inglese né, Dio ce ne scampi, di nessun’altra lingua. Soli, con le assicurazioni casco che costano quanto un volo a/r per la Thailandia e la clausole capestre su chi guida. Soli, incolonnati in autostrada, sulla statale, nella laterale verso il mare, incastrati in quell’automobile che noi li abbiamo costretti a noleggiare. Soli, a scimunire sotto i 40 gradi del nostro sole di luglio a cercare un parcheggio che non c’è perché è matematica, cazzo, che se non bastano per noi a tempo di pace i parcheggi, da dove devono uscire per quelle centinaia di macchine in più che si materializzano in estate? Li abbiamo lasciati soli pure quando, convinti di essere al sicuro per aver parcheggiato sulle strisce bianche, si sono ritrovati la multa. Perché le strisce sì sono bianche, ma sono a disco orario. Oppure riservate ai residenti. O entrambe. Li abbiamo lasciati soli coi menu turistici a 19€90 e il gamberone decongelato proveniente da Mercurio. Soli con gli arancini a 7 euro, signori, 7 euro un rancino e ora non portatevi la testa che si dice arancina. Ho detto 7 euro. Uno solo. Soli coi coperti a 3€ [cavolo sono di lana merino sti cupetti?] e i benzina&cola o kerosene lemon a 8€ che, Santo Cielo, cosa non ci abbiam messo in quei bicchieri, roba che va bene al massimo per la miscela del Ciao. Abbiamo messo una tendina in garage e affittato a cifre deliranti catapecchie, topaie, sgabuzzini. Li abbiamo trattati male quando si sono permessi di fare qualsiasi altra cosa che non fosse mangiare o dormire, quando hanno chiesto della musica, di ballare, di divertirsi. Perché il turista sì, che però mangi, dorma, beva e non rompa i coglioni. I concerti e le discoteche a casa sua. Abbiamo avuto pure il barbaro coraggio di accusarli di sporcare, dopo che li abbiamo accolti tra montagne di spazzatura. E adesso, che lo spauracchio Maghreb sta passando, che la gente ha ripreso a tornare in Marocco e in Egitto e che il volo Milano -Catania a/r costa 300€ a persona, è evidente che il turista, non tornerà. Ma d’altronde, i nostri ragazzi si diplomano e pensano ad un’unica cosa: andarsene. Non si sta bene in Sicilia, nemmeno in vacanza. Abbiamo perso un’occasione. Grandissima. E godetevelo questo reddito di cittadinanza. Perché presto, i fondi finiranno e pure le offerte di lavoro diminuiranno perché un sacco di strutture ricettive resteranno vuote. Quelle che oggi cercano personale e non riescono a trovarlo chiuderanno. Sarà un’ecatombe. La mezzanotte è scattata già da un po'. La carrozza di Cenerentola tornerà zucca e voi toglierete le tendine e se vi andrà bene, qualcuno si riaffitterà il garage per quello che è: un garage. A 4 spiccioli al mese, buoni neanche a pagare l’imu. E di tutto quello che vi siete permessi finora a spese del turista pagante [la vacanza, villa al mare, l'università prestigiosa per i ragazzi] resterà solo un lontano ricordo.
Chiara Allibrio















