Acate, alla villa comunale il ricordo del tenore Salvatore Licitra a 15 anni dalla morte
Acate non dimentica il “suo” tenore Salvatore Licitra e lo celebra alla villa comunale nell’ambito delle manifestazioni autunnali. Il sentito omaggio della Comunità, a 15 anni dalla prematura scomparsa dell’artista, durante l’evento “Musica senza tempo” che ha visto come protagonisti i giovani musicisti Michela Bongiorno (flauto), Simone Gatto (fagotto) e Debora Marino (pianoforte).
La serata introdotta da Gianpippo Busacca, alla presenza di parenti ed estimatori del “nuovo “Pavarotti, dell’assessore Giovanni Licitra (solo omonimo del cantante), a metà della scaletta programmata ha visto l’appassionato intervento del professore Emanuele Ferrera, che così ha iniziato: “Buona sera, provate per un attimo ad immaginare se in questa splendida cornice, tutto il paese, si raccogliesse per conoscere ed ascoltare la voce di un suo figlio, noto in tutto il mondo. Non saremmo ritornati a casa, gonfiando il petto orgogliosi? Questo purtroppo non potrà avvenire, è rimasto un sogno, perché il 5 settembre del 2011, Salvatore Licitra, uno degli artisti più apprezzati della lirica mondiale, il nuovo Luciano Pavarotti, come fu definito fin dall’esordio in scena, cessava di vivere, a soli 43 anni”.
Sull’onda della commozione dei presenti Ferrera ha tracciato una breve biografia del tenore, che era nato a Berna il 10 agosto 1968 da genitori acatesi, Giuseppe e Paola, e visse tra Cinisello Balsamo, Nova Milanese e Milano, non spezzando mai il suo legame con la terra d’origine.
Ferrera incominciando dai suoi esordi, dalla fortunata sostituzione di Luciano Pavarotti nel 2002 al Metropolitan Opera di New York, ed elencando le maggiori esibizioni nei teatri di tutto il mondo, ha rievocato come gli echi di tanta fama giungevano in paese dove tutti, dagli amministratori ai semplici cittadini, si complimentavano con i parenti e attendevano una sua visita: “Una folta delegazione di cittadini, infatti, andò a trovare l'artista impegnato al Teatro Antico per "Taormina Arte" e in quella occasione, i partecipanti ricordano ancora che il tenore promise loro di dedicare ai fans una "giornata acatese”.Una promessa che non poté esaudire”.
Ferrera ricorda come al tenore il Consiglio comunale conferì la cittadinanza onoraria postuma, dicendo:“ Il conferimento della cittadinanza onoraria e dedicargli momenti di musica e memoria, come quello di stasera, non sono solo atti formali e di gratitudine. È un dovere morale. Significa dire a gran voce che la sua eredità non si è spenta in quel tragico fine estate del 2011. La sua voce continua a risuonare tra le mura del nostro Castello, nelle nostre piazze e, soprattutto, nelle speranze dei tanti giovani talenti che oggi, ispirandosi a lui, decidono di intraprendere la via dell'arte.
Oggi – ha concluso- non celebriamo solo l'assenza di un grande artista, ma celebriamo la presenza eterna della sua arte. Acate non dimentica il suo tenore. Custodiremo la sua memoria come un tesoro prezioso, affinché le future generazioni possano guardare a Salvatore Licitra come a un esempio di eccellenza, umiltà e intramontabile grandezza”.
Nell’occasione Ferrera ha divulgato alcuni aneddoti della zia e madrina Maria Licitra sull’infanzia dell’artista, come, ad esempio, quando i parenti scambiavano la voce del nipote con quella proveniente della radio, ma era solo l’avvisaglia della grandezza.
E poi un tratto umano: “Oltre al canto a Salvatore piaceva tanto raccontare barzellette, era una persona di compagnia, amava stare con tutti e dava risposte con delle battute spiritose. Se lui era presente non ci si annoiava mai, passavamo serate davanti a casa di mia mamma fino a tarda sera e con lui il tempo volava”.



















