Scuola e minacce di stragi social: i casi di Alcamo e Catania
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime forte preoccupazione per i gravi episodi riportati dalla cronaca siciliana, che riportano al centro dell'attenzione la sicurezza negli istituti scolastici e la necessità di contrastare con determinazione comportamenti aggressivi e manifestazioni di violenza. L'aggressione ai danni di due collaboratori scolastici dell'Istituto Girolamo Caruso di Alcamo e la vicenda del quattordicenne denunciato nel Catanese, nell'ambito di indagini relative alla diffusione sui social di contenuti con riferimenti a stragi e simbologie naziste, costituiscono situazioni differenti, ma entrambe meritevoli di una seria riflessione istituzionale.
Ad Alcamo, secondo quanto riferito dagli organi di informazione, due collaboratori scolastici sono stati aggrediti dopo essere intervenuti nei confronti di altrettanti giovani che avevano scavalcato il muro di cinta dell'istituto, rendendo necessario il ricorso alle cure ospedaliere. Un episodio di particolare gravità, sul quale sono in corso gli accertamenti delle autorità competenti, che richiama l'esigenza di garantire condizioni di sicurezza adeguate a tutto il personale scolastico. Nessun lavoratore dovrebbe essere esposto ad aggressioni per il semplice esercizio delle proprie funzioni, né trovarsi nelle condizioni di dover affrontare situazioni potenzialmente pericolose senza adeguate misure di tutela.
Altrettanto preoccupanti risultano gli elementi riportati dalla stampa riguardo alla vicenda catanese, nella quale l'attività investigativa ha consentito di individuare contenuti digitali di particolare allarme e materiale successivamente sottoposto a sequestro. Pur nel necessario rispetto della presunzione di innocenza e delle garanzie previste per i minorenni, riferimenti a massacri scolastici e simbologie riconducibili al nazismo non possono essere considerati automaticamente innocue provocazioni adolescenziali. La valutazione della loro effettiva rilevanza compete esclusivamente alle autorità preposte, ma la serietà dei contenuti segnalati impone attenzione e prudenza, senza sottovalutazioni.
Il CNDDU ritiene necessario superare ogni impostazione che rischi di ricondurre indistintamente i comportamenti violenti a generiche condizioni di disagio giovanile. Comprendere le cause di una condotta non significa giustificarla, così come riconoscere eventuali difficoltà personali o familiari non esclude la necessità di accertare le responsabilità e applicare, quando ne ricorrano i presupposti, le conseguenze previste dall'ordinamento. La funzione educativa della scuola non può prescindere dall'autorevolezza delle regole, dal rispetto del personale e dalla consapevolezza che aggressioni e intimidazioni rappresentano comportamenti incompatibili con una corretta convivenza scolastica.
In questo contesto assume particolare rilievo anche la responsabilità educativa delle famiglie. La vigilanza sull'utilizzo delle piattaforme digitali da parte dei figli minorenni, l'attenzione a eventuali segnali di aggressività e la collaborazione con le istituzioni scolastiche costituiscono aspetti essenziali di un impegno che non può essere delegato integralmente agli insegnanti. La legge n. 71 del 2017, come modificata dalla legge n. 70 del 2024, ha rafforzato gli strumenti di prevenzione e contrasto del bullismo e del cyberbullismo, ma l'efficacia delle disposizioni richiede una partecipazione concreta e continuativa di tutti i soggetti coinvolti nel percorso educativo.
Il CNDDU rivolge pertanto un appello al Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, affinché promuova, attraverso gli Uffici scolastici regionali e in collaborazione con le autorità competenti, una verifica dell'effettiva adeguatezza delle procedure di sicurezza negli istituti, con particolare attenzione alla tutela del personale, alla gestione degli accessi e alle modalità di segnalazione di minacce e comportamenti potenzialmente pericolosi. Occorre assicurare che le misure già previste trovino applicazione concreta e che le scuole dispongano di riferimenti operativi chiari, evitando che la prevenzione si esaurisca in adempimenti formali o iniziative occasionali.
Il Coordinamento esprime piena solidarietà ai collaboratori scolastici feriti ad Alcamo, ai quali rivolge l'augurio di una pronta guarigione, e riconosce l'importanza dell'attività investigativa svolta dalle autorità competenti nella vicenda catanese. Entrambi gli episodi richiamano l'esigenza di una risposta istituzionale capace di coniugare accertamento rigoroso dei fatti, responsabilizzazione e protezione effettiva della comunità scolastica.
La scuola non può diventare un luogo nel quale la violenza venga progressivamente normalizzata o il rispetto delle regole considerato secondario. Educare significa anche stabilire limiti chiari, richiedere comportamenti responsabili e intervenire con fermezza di fronte alle violazioni accertate. La credibilità delle istituzioni scolastiche dipende anche dalla capacità di assicurare che la tutela delle persone e l'applicazione delle disposizioni non rimangano semplici dichiarazioni di principio, ma trovino riscontro nella quotidianità degli istituti.
Prof. Romano Pesavento
Presidente CNDDU














