“Ci annoiavamo, l’abbiamo fatto per gioco”: per i minorenni della ‘banda della minicar’ l’accusa è di tentato omicidio
Dopo una caccia durata 10 giorni, sono stati individuati e denunciati a piede libero per tentato omicidio e lesioni i due autori delle aggressioni che hanno terrorizzato il quartiere Monteverde di Roma. La ‘banda della minicar’ che scorrazzava per strada avvicinando e colpendo passanti, ciclisti e, come nel caso dell’attore Davide Iacopini, persone in monopattino, ha finito la sua corsa. E come avevano già raccontato i testimoni, i due responsabili sono proprio dei ragazzini: hanno solo 16 e 17 anni. Le motivazioni che hanno dato ai carabinieri, ammettendo le proprie colpe, lasciano a bocca aperta: “L’abbiamo fatto per gioco, ci annoiavamo. Ci siamo fermati solo quando abbiamo saputo dell’attore ferito. Ci dispiace”, sono state le loro prime parole, al pm Ambrogio Cassini, in Procura.
Il più giovane dei due, il 16enne, frequenta un liceo a Testaccio, mentre il conducente del veicolo, di 17 anni, studia in una scuola con indirizzo umanistico a Monteverde e sarebbe figlio di un carabiniere. Entrambi non avrebbero un andamento scolastico di ‘successo’ e avrebbero un precedente per un furto commesso insieme.
A bordo della minicar nera nelle sere del 4 e 5 ottobre scorso hanno seminato il panico e aggredito sette persone per un gioco folle, iniziato per ‘festeggiare’ il compleanno di uno dei due, il passeggero della vettura, quello che ‘colpiva’ le ignare vittime perciò autore materiale delle incursioni, mentre il complice era al volante. Ad avere la peggio è stato Davide Iacopini: l’attore 42enne, mentre guidava un monopattino lungo via Barrili, è stato colpito da un calcio e spinto contro un auto parcheggiata e cadendo per terra ha battuto malamente il capo. È stato ricoverato in gravissime condizioni, sottoposto a due interventi delicatissimi e tuttora si trova in terapia intensiva all’ospedale San Camillo. Proprio per le conseguenze dell’attacco a Iacopini sui due minorenni pende l’accusa di tentato omicidio e lesioni. E ora il 16enne che ha ammesso di aver colpito le vittime sarà trasferito nel carcere minorile di Casal del Marmo.
“Siamo stati noi, volevamo dare una bastonata”, hanno detto poi davanti ai carabinieri. “Ci siamo fermati solo quando abbiamo saputo dell’attore ferito”, hanno spiegato dicendosi dispiaciuti. In tutto sono sette le persone e raggiunte e colpite alle spalle dai due minori.
Secondo gli investigatori le loro famiglie sono state collaborative, ma sono anche apparse sconvolte e stravolte dopo la scoperta delle responsabilità dei figli.














