Samot ETS Bagheria: parte il nuovo progetto su cure palliative e DAT
Riparte con slancio e numeri raddoppiati il percorso di Formazione Scuola Lavoro (FSL) al Liceo scientifico “G. D’Alessandro” di Bagheria. Il progetto, promosso dalla SAMOT ETS ed intitolato “Vivi fino alla fine”, trasforma un’esortazione in un concreto percorso educativo. Muovendo dall’approccio delle cure palliative e dalla pedagogia della salute, l’iniziativa intende educare i giovani alla finitudine attraverso i valori della consapevolezza, della cura e della responsabilità.
Forte dell’incredibile entusiasmo generato tra gli studenti, la nuova sessione progettuale allarga quest’anno la partecipazione a ben 40 ragazzi degli ultimi anni, pronti a mettersi in gioco su temi di profonda evoluzione umana e civile.
“Vedere il progetto raddoppiare grazie all’entusiasmo dei ragazzi ci dice che siamo davanti ad una reale transizione culturale. - commenta la responsabile della SAMOT di Bagheria, Emanuela Di Fatta - I risultati della prima edizione ci hanno confermato che i giovani hanno un immenso bisogno di spazi in cui imparare a ‘stare dentro le cose’ in maniera matura. L’obiettivo di questo cammino non è mai stato semplicemente valutare un apprendimento scolastico, ma restituire alla società uno sguardo nuovo, consapevole e responsabile su un tema spesso rimosso. Stiamo contribuendo attivamente, insieme a loro, alla costruzione di una nuova cultura della vita e della cura”.
Il percorso formativo ed esistenziale di questo nuovo ciclo si fonderà su tre pilastri inderogabili: la cultura della vita e della salute, ovvero includere la consapevolezza della morte come parte integrante dell’esperienza umana, restituendo al limite biologico il potere di dare valore al tempo presente. La cittadinanza attiva e responsabile, dimostrando ai giovani che la partecipazione democratica e l’autodeterminazione passano attraverso le scelte di cura e la conoscenza delle leggi. Ed infine l’empatia e la consapevolezza, ossia far maturare una visione profonda delle sfide legate alla sofferenza ed alla malattia, attraverso il confronto diretto con un’équipe multidisciplinare e con le storie delle persone assistite.
Un nuovo ed ampliato ciclo dunque che dà seguito a quello della passata edizione in cui erano stati coinvolti 20 studenti. Il bilancio della prima edizione, durata da gennaio a maggio, ha evidenziato come gli adolescenti abbiano saputo guardare in faccia la vulnerabilità senza paura traducendo la complessità giuridica e umana della Legge 219/2017 (Consenso informato e DAT) in un video-manifesto, un’opera visiva che l’organizzazione e l’istituto scolastico intendono ora promuovere a livello cittadino e nazionale.













