Ex Ilva, la procura di Taranto chiede gli arresti domiciliari per l’ex ad Morselli
Arresti domiciliari per l’ex presidente del Consiglio di amministrazione di Acciaierie d’Italia, Lucia Morselli: è la richiesta avanzata della procura di Taranto nell’ambito dell’inchiesta sul presunto inquinamento provocato dalle emissioni dell’ex Ilva tra il 2019 e il 2024. Lo riporta il Nuovo Quotidiano di Puglia. Richiesta analoga per altri due indagati: Alessandro Labile, ex direttore dello stabilimento, e Francesco Astorri dell’Ispra. I Pm avrebbero chiesto, inoltre, misure interdittive per altre dieci persone. Sarebbero complessivamente 28 le persone indagate, oltre a cinque società, per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro l’ambiente, l’incolumità pubblica e la pubblica amministrazione. “I magistrati – riporta il quotidiano – ritengono che la fabbrica tra il 2019 e il 2024 sia stata gestita in modo da ridurre al minimo indispensabile i costi e massimizzare i profitti”.
RICHIESTA ARRESTI, ISPRA: DAL 2022 ALTRO INCARICO PER ASTORRI
In merito alle richieste di arresti domiciliari avanzate dalla procura di Taranto nell’ambito dell’inchiesta sui lavori per la messa in sicurezza degli impianti dello stabilimento siderurgico ex Ilva di Taranto tra il 2019 e il 2024, che coinvolgono 10 persone, tra cui l’ingegnere Francesco Astorri, dipendente dell’Ispra, l’istituto precisa che “in data 14 dicembre 2022, con ordine di servizio 48 a firma dell’allora direttore generale pro – tempore dell’Ispra, Astorri veniva assegnato ad altro incarico, pertanto non più responsabile della sezione per la valutazione e i controlli degli impianti d’interesse strategico nazionale e destinato ad altra attività”. Astorri, a partire da quella data, “non si è più occupato di attività di vigilanza e controllo svolte presso lo stabilimento siderurgico di Taranto”, comunica Ispra.













