Macello comunale di Modica da riaprire, a chi spetta avviare la trattativa?
A chi spetta avviare la trattativa sul macello di Modica, fermo dal 25 maggio per intervento dell'Asp? Secondo l'assessore comunale Tino Antoci, avviare la trattativa non compete al Comune perchè la sospensione è stata decretata da un altro ente. Di parere opposto il segretario della Flai Cgil, Salvatore Terranova. intervento dell’ASP di Ragusa e del Comune di Modica,
"Fino a prova contraria - afferma Terranova - il Macello è del Comune di Modica che ne ha affidato temporaneamente la gestione all’Azienda “La Contea Macellazione”, che ha svolto le attività previste fino a che non è intervenuta la sospensione dell’Asp e successivamente la revoca dell’affidamento da parte del Comune. Il servizio è stato sospeso, perché l’azienda pare non abbia provveduto a realizzare alcuni
interventi che le erano stati prescritti di realizzare e per tale motivo è stato emesso il provvedimento di sospensione. Ora se ciò è vero ed è vero, l’ente-comune deve obbligare l’azienda a ripristinare il tutto, anzi glielo deve intimare perché quest’ultima ha l’obbligo di riportare la struttura alle condizioni preesistente all’affidamento. Il Comune, pertanto, deve chiamare l’Azienda e dirgli senza giro di parole che deve urgentemente effettuare i lavori che l’Asp ha indicato nel provvedimento di sospensione e ciò al fine anche di rimettere la struttura nelle condizioni di poter essere riaffidata. Questo è il punto essenziale. I lavoratori da noi rappresentati, oltre a rivendicare la loro legittima richiesta di non perdere la loro occupazione, ci hanno comunicato, nel corso dell’assemblea, che l’Azienda intende adempiere le prescrizioni che le sono state imposte dall’Asp. Allora tutto il problema per noi risiede qui. Se l’azienda ripristina i locali nel pieno rispetto delle indicazioni imposte, la macellazione può riprendere, magari prorogando il servizio lo stretto tempo necessario alla citata azienda, in attesa che gli uffici comunali competenti, su direttiva del Sindaco, preparino la nuova gara di appalto, anche perché ci risulta (speriamo di sbagliarci) che sino ad ora non si sia stato messo mano a predisporre il nuovo bando. Per tale motivazione - conclude la nota - avevamo chiesto come Flai Cgil all’Assessore Antoci di mettere attorno ad
un tavolo tutte le parti per accertare se l’Azienda in parola realmente intenda dare seguito alle prescrizioni dell’Asp e verificare finanche se sussistono i presupposti per riavviare in tempi brevi l’attività di macellazione, cui fanno ricorso un nutrito numero di allevatori e importanti imprese zootecniche, che da quel servizio dipendono e il cui ritardato riavvio ne compromette anche le ragioni di esistenza aziendale".