Caltanissetta, depistaggio Borsellino: i figli del giudice ammessi parti civili
Per la seconda volta - la prima risale al 2018 - Palazzo Chigi e il Viminale entrano, come responsabili civili, nel procedimento per il depistaggio delle indagini sulla strage di via D'Amelio in corso a Caltanissetta. La volta scorsa, nel dibattimento a carico dei primi tre poliziotti finiti sotto processo con l'accusa di avere inquinato l'inchiesta, a citarli erano stati i mafiosi condannati ingiustamente per l'attentato costato la vita al giudice Paolo Borsellino, costituiti parte civile. Ora la citazione su richiesta dei figli del magistrato, che sono parte civile, è stata disposta dal gip nisseno all'udienza preliminare che vede imputati di aver detto il falso altri quattro poliziotti:, Maurizio Zerilli, Giuseppe Di Gangi, Vincenzo Maniscaldi e Angelo Tedesco. Il gip ha invece respinto la richiesta di costituzione di parte civile presentata dal fratello del magistrato ucciso nella strage , Salvatore.