Aeroporto di Comiso, tanti interrogativi e un altro colpo di scena: Aeroitalia va via
A quasi due anni dall’abbandono dell’aeroporto di Comiso da parte della compagnia Ryanair, la lenta agonia del “Pio La Torre” ha visto personaggi più o meno credibili al capezzale del “malato” che hanno cercato, invano, una rianimazione che sarebbe stata quasi miracolosa.
E ad aggravare il quadro clinico l’annuncio, improvviso, di Aeroitalia che, dal 15 dicembre, lascerà l’aeroporto di Comiso. Il motivo? Le voci riguardanti l’arrivo di altre compagnie, compresa Ryanair, all’aeroporto.
Una notizia che arriva alla vigilia dell’assemblea dei sindaci del comprensorio convocata dalla sindaca di Comiso, Maria Rita Schembari, che, ad aprile dell’anno scorso commentava senza peli sulla lingua, l’abbandono della compagnia low cost. Da allora le proteste delle cosìddette forze istituzionali sono state abbastanza blande, anche per non disturbare eccessivamente la SAC che, oltre Catania, gestisce proprio Comiso. Alle forze ufficiali si è affiancato, da qualche mese, un Comitato, formato da imprenditori del territorio, che sono scesi in campo per la difesa e lo sviluppo dell’aeroporto. Una presenza che, tuttavia, non sembra molto gradita, tanto che alle manifestazioni del Comitato si contano sulle dita di una mano le presenze politiche e istituzionali, sindaci compresi. Domani, 27 novembre, il Comitato è stato escluso dall’assemblea dei sindaci.
Sugli effettivi rapporti tra Sac, comune di Comiso e Ryanair, il Comitato cerca di fare chiarezza.
“La società civile – afferma una nota del Comitato - chiede a gran voce di conoscere la verità su una partita giocata fino ad oggi a carte coperte. Tutti abbiamo provato a credere alla versione che ci venne sottoposta, adesso è arrivato, a nostro parere, il tempo delle domande e la legittima richiesta delle rispettive risposte”.
Tanti interrogativi alle quali qualcuno dovrebbe rispondere. Eccoli, così come formulati dal Comitato:
1. Corrisponde al vero che la compagnia Ryanair chiese solo più soldi (quanti?) per volare su Comiso o come affermò la stessa compagnia nel suo comunicato stampa il gestore aeroportuale di Comiso tentò di cambiare i termini del reciproco accordo precedentemente accettato per iscritto? Perché nessuno ad oggi ha mai esplicitato i termini di detto accordo per mettere a tacere qualsiasi tipo di illazione in merito?
2. Corrisponde al vero che la più grande compagnia low-cost europea si rese protagonista “di una vera e propria richiesta estorsiva” ai danni della società unica di gestione degli scali di Catania e Comiso e cioè la SAC?
3. Corrisponde al vero che la compagnia chiese qualcosa di “non lecito” a livello contrattuale?
4. Furono allora mese in atto delle azioni legali per inadempienza contrattuale da parte della società di gestione SAC al fine di far rispettare i termini contrattuali? E se sì quali?
5. Alla luce della legislazione europea richiamata nella dichiarazione, quali interventi nei confronti delle autorità europee vennero poste in essere al fine di farle rispettare?
6. Quali azioni furono da quel momento messe in atto al fine di non affidarsi ad una singola compagnia?
7. Corrisponde al vero che la stessa società di gestione SAC mentre accusava di inadempienza contrattuale Ryanair proseguiva, forse anche accrescendo i voli della compagnia inadempiente sullo scalo di Catania?
8. Cosa è cambiato da allora ad oggi nei rapporti tra i sindaci dei comuni Iblei rispetto alla problematica”?