I clan di Siracusa in netta ripresa, mafia in fibrillazione nel Ragusano
Nel distretto giudiziario della Corte d'appello di Catania rientrano anche i territori di Siracusa e di Ragusa.
A Siracusa i clan "Bottaro-Attanasio, Santa Panagia e il clan della Borgata, storicamente operanti in quel territorio, pur pesantemente colpiti dalle operazioni succedutesi nel tempo, non ultima quella di ieri mattina con 22 arresti, appaiono in ripresa per effetto della scarcerazione di un esponente mafioso, che risulta avere assunto la guida del clan e la responsabilita' del gruppo radicato nel quartiere della Borgata Santa Lucia. I clan si occupano, in particolare, della gestione organizzata delle piazze di spaccio cittadine operanti in diversi quartieri del territorio urbano", viene evidenziato all'inaugurazione dell'anno giudiziario.
A capo del clan, Alessio Attanasio, 55 anni, detenuto al 41bis nel carcere di Nuoro. Nonostante la detenzione era riuscito a monopolizzare il traffico della droga a Siracusa.
Nei territori di Lentini, Augusta, Melilli e Villasmundo risulta ancora persistente l'influenza del clan Nardo.
Nel territorio di Ragusa la disarticolazione del gruppo Ventura, storicamente riconducibile al clan Carbonaro-Dominante, ha creato un vuoto di potere e, di conseguenza, un persistente stato di fibrillazione generato da concorrenti, e spesso confliggenti, interessi e ambizioni di attori di analogo spessore criminale. "In questo contesto - viene evidenziato - si inquadra il tentativo di scalata delle gerarchie interne da parte di membri storici della "stidda" vittoriese, che nel 2023 si erano attivati per ricomporre il gruppo e portare a termine il programma omicidiario finalizzato all'eliminazione di ex collaboratori di giustizia, e cio' per manifestare le capacita' offensive del nuovo sodalizio e la sua capacita' di porsi come gruppo egemone".
A Ragusa permane l'interesse della criminalita' organizzata, oltre che nel tradizionale settore del traffico di stupefacenti, in quello della raccolta e trattamento della plastica, finalizzato a conquistare il monopolio nell'accaparramento e successivo trattamento della plastica esausta proveniente dalle serre agricole, nonche' alla realizzazione di meccanismi di condizionamento delle normali dinamiche concorrenziali nel settore degli imballaggi.
Nell'organizzazione criminale mafiosa e' sempre piu' frequente l'inserimento di mogli e compagne degli affiliati nell'organigramma delle consorterie; il business delle famiglie catanesi rimane il traffico delle sostanze stupefacenti in collaborazione con la 'ndrangheta e la camorra. Ma c'e' anche la tendenza di infiltrarsi negli "appalti di lavori pubblici e relativi subappalti, filiera dei prodotti petroliferi, lavorazione dei prodotti agricoli e grande distribuzione e, in generale, ogni tipo di attivita' che possa consentire il reinvestimento di capitali illeciti, anche attraverso l'opera compiacente di professionisti e imprenditori apparentemente estranei a logiche criminali", viene evidenziato per l'inaugurazione dell'anno giudiziario dal presidente della Corte d'appello di Catania Filippo Pennisi. "I gruppi criminali operanti nel distretto proseguono la strategia del cosiddetto inabissamento, funzionale ad evitare situazioni di allarme sociale idonee ad attirare l'attenzione delle Istituzioni e delle Forze dell'ordine. Le loro linee d'azione continuano ad essere finalizzate a perseguire, piu' che il monopolio dell'attivita' criminale di basso profilo, l'esclusiva degli interessi di portata strategica o che comunque garantiscano un ritorno economico particolarmente redditizio. Permane l'elevato interesse della criminalita' organizzata per le risorse stanziate per il rilancio del Paese, come pure per le specifiche garanzie pubbliche accordate in favore degli istituti di credito per i finanziamenti concessi alle imprese e da destinarsi ad investimenti o costi per il personale".
(Nel riquadro il boss siracusano Alessio Attanasio)