Modica. emergenza ordine pubblico nel comprensorio: perchè la politica tace?
Una rapina a Modica, in un negozio del Polo commerciale. Atti vandalici a Pozzallo. A Ispica identificato un 14enne accusato di danneggiamento. Ad Acate rubati cavi di rame da un campo fotovoltaico. Sempre al Polo commerciale di Modica, furti con “spaccata”, come quello compiuto ai danni del negozio Bruno Euronics. A Scicli, il 30 ottobre, nei pressi della Chiesa della Consolazione, un uomo è stato colpito alla testa con una bottiglia.
Nel tardo pomeriggio di domenica, il complesso dell’Istituto di Istruzione Superiore “Enrico Fermi” di Vittoria, sezione Agrario di via San Martino, è stato preso di mira da ignoti che ne hanno danneggiato l’accesso principale.
Un resoconto preoccupante che hanno interessato vari centri del territorio ibleo nel corso dell’ultimo fine settimana. Si alza forte la voce dei titolari di negozi di Modica che chiedono provvedimenti alle Istituzioni, innanzitutto con il potenziamento degli organici di Polizia, Carabinieri, Guardia di finanza, in modo da poter organizzare servizi efficaci nella zona commerciale ma, anche, a Modica centro e Modica Alta. Il presidente sezionale di Confcommercio Modica, Giorgio Moncada, chiede di affrontare il tema della sicurezza in maniera seria e senza sottovalutazioni. Episodi come questi destano preoccupazione tra gli operatori commerciali che ogni giorno lavorano, investono e contribuiscono alla crescita economica del territorio.
A queste criticità si aggiunge la carenza – inaccettabile – dell’organico della Polizia Locale di Modica: i pochissimi agenti in servizio riescono ad assolvere in minima parte i compiti istituzionali con notevoli sacrifici e con auto di scarsa affidabilità. Il problema potrebbe attenuarsi con l’assunzione di qualche vigile, ma soltanto dopo l’approvazione del bilancio stabilmente riequilibrato. I tempi, però, non sono brevi. Nell’attesa si potrebbe ovviare con l’invio di un numero congruo di militari dell’operazione “Strade sicure” con compiti di controllo del territorio. La presenza costante dei soldati servirebbe anche ad evitare o, almeno, a limitare, il fenomeno delle pericolose evoluzioni di scooter e auto – di giorno e di notte – sulle strade cittadine. Per avere assegnato un numero congruo di militari servirebbe l’interessamento, a Roma, di qualche esponente politico del territorio ibleo che porti il problema all’attenzione dei Ministeri competenti. E sarebbe anche necessaria un’azione comune dei sindaci. Fino ad ora, tuttavia, nessuno, a Roma, ha sentito il bisogno di affrontare e risolvere il problema. Cosa bisogna aspettare?













