Avola, convegno PD sugli appalti pubblici: l'intervento del segretario Nino Amato
Il Segretario Nino Amato ha aperto i lavori del Convegno Appalti Pubblici e Affidamenti Diretti, rammentando che la L. 415/1998 (Merloni ter) ha gettato le basi per la modernizzazione della normativa dei lavori pubblici, disciplinati dalla 109/1994 e dalla L. 59/1997, legge Bassanini, che ha sancito nell’esecuzione di lavori e servizi pubblici affidati a terzi la definitiva separazione di responsabilità tra organismi politici e organismi gestionali. La cosiddetta Merloni ter ha infatti introdotto principi di tempestività, trasparenza, correttezza e libera concorrenza in attuazione dell'articolo 97 della Costituzione e ha stabilito che i lavori pubblici avrebbero potuto essere realizzati esclusivamente tramite contratti di appalto o di concessione.
Tale normativa ha subito ulteriori trasformazioni nel 2006 (D.Lgs. 163) e nel 2012 con la Severino (Legge 190), che costituisce il pilastro del sistema di prevenzione della corruzione amministrativa in Italia. La legge interviene sulle procedure di affidamento pubblico, introducendo stringenti meccanismi di trasparenza, incompatibilità e vigilanza preventiva per blindare le gare pubbliche da infiltrazioni illecite, mentre la regolamentazione tecnica è stata definita con il Codice dei Contratti Pubblici del 2023 (D.Lgs. 36). All’introduzione di N. Amato è seguita la lectio magistralis di Salvatore Bianca, legale già membro dell’Avvocatura del comune di Siracusa, che ha spiegato quando ricorrono i presupposti di legge nell’affidamento di un lavoro, un servizio o una fornitura ad un operatore economico terzo senza dovere attivare alcun confronto competitivo. Tale fattispecie costituisce una procedura autonoma e distinta da quelle tipiche (aperta, ristretta e negoziata), caratterizzata dalla mancata consultazione di una pluralità di operatori. Detta procedura, originariamente con durata provvisoria, ma definitivamente confermata dal nuovo codice degli appalti, è prevista sia per gli appalti di importo inferiore alla soglia comunitaria che per quelli di importo superiore, passati da 40.000 a 150.000 euro È evidente che l’affidamento diretto rappresenta una modalità di aggiudicazione eccezionale in quanto sottratta alle dinamiche del mercato e della concorrenza: per tale ragione fino ad oggi tale procedura era soggetta a strette limitazioni normative.
La normativa vigente ha in via di principio confermato la separazione della responsabilità politica da quella gestionale, infatti compete agli organi amministrativi dell’ente aggiudicante l’esecuzione delle procedure d’appalto e tutti gli adempimenti di follow up dell’opera appaltata. La procedura di assegnazione di appalti d’importo limitato è divenuta una procedura largamente utilizzata, - ha precisato nel suo intervento l’On. Tiziano Spada, - con il ricorso al frazionamento dell’opera complessiva in lotti di entità ridotta, con i quali si aggira il limite imposto dalla legge. Parimenti, - ha sottolineato nel suo intervento nil Sen. Antonio Nicita, - il meccanismo della proroga consente di procrastinare l’attribuzione di un appalto ad un analogo appaltatore, che non potrebbe essere ammesso in gara qualora l’appalto fosse assunto a nuovo bando. E’ evidente come la normativa in essere presenti ancora palesi lacune in termini di prevenzione delle pericolose infiltrazioni illecite, né risulta vengano esercitate le doverose procedure di controllo previste dalla legge a causa di carenze organizzative e di personale. Notevole la partecipazione di pubblico ad un convegno che, - come sottolineato dal Segretario provinciale del PD, Piergiorgio Gerratana, - ha messo in luce quanto la trasparenza e l’accesso agli atti costituiscano elementi essenziali di controllo e verifica di una sana amministrazione pubblica.













